Maria Paolella attacca Monopoli: si potevano evitare tagli e tasse per i cittadini

Gentile blog ilgiornalediciavano.it,

Sabato 18 giugno è stato convocato il Consiglio Comunale per proclamare il dissesto finanziario del Comune di Caivano, purtroppo io non sarò presente per impegni improrogabili presi mesi or sono, ma vorrei comunque, grazie alla tua disponibilità, comunicare ai cittadini il mio pensiero rispetto a questo evento così eccezionale e drammatico per  tutti i  Caivanesi.
Innanzitutto ritengo indispensabile fare un po’ di chiarezza per far capire ai cittadini cosa realmente è accaduto e sgombrare dunque  il campo dalla stupida propaganda elettorale, fatta da abili bugie impacchettate ad arte, che mortifica e svilisce la dignità della mia gente, di quei caivanesi che con grande sofferenza, ma con la schiena diritta, cercano di portare avanti le proprie famiglie e che non meritano certamente una tale sciagura.

Dal 1° Gennaio 2015 è entrato in vigore un nuovo ordinamento contabile, per cui in poche parole gli schemi di bilancio (cioè la rendicontazione di quello che si è fatto e la previsione economica di quello che si intenderà fare) andavano fatti con regole e modalità diverse rispetto al passato.

Questa legge del governo nasce dalla necessità di far sì che tutti i comuni italiani avessero un modo nuovo di fare i conti, cioè in parole povere bisognerà arrivare nel giro di tre anni a far sì che tuttii comuni dovranno pagare per cassa: cioè prima di fare qualsiasi spesa, tu comune devi accertarti di avere soldi liquidi e disponibili per poter pagare.

Questo grande cambiamentoimpedirà ai comuni di poter accumulare qualsiasi forma di debito anche in buona fede (vi chiedo di perdonarmi il linguaggio molto semplice masto cercando di far comprendere a tutti cosa sia successo).

Dunque, prima di questa riforma,la legge obbligava i comuni a registrare le somme che non si erano riuscite a riscuotere quell’anno ma che presumibilmente potevano essere riscosse negli anni successivi come crediti, all’epoca venivano definiti volgarmente come “soldi sulla carta”, cioè soldi che tu potevi comunque utilizzare e impegnarli per fare delle spese; quindi potevi utilizzare questi crediti sulla carta come se fossero soldi liquidie  disponibili, il tutto senza commettere alcuna illegittimità. Questi soldi in gergo tecnico si definiscono soldi accertati ma non riscossi cioè residui attivi.

Oggi tutti i comuni sono stati chiamati a rivalutaredettagliatamente tali residui, oltre ovviamente ai debiti,per decidere se essi dovessero ancora essere considerati soldi recuperabili o dovessero definitivamente essere cancellati.Il sindaco Monopoli,a suo giudizio insindacabile, ha deciso che circa 15-16 milioni (dico circa perché sino ad oggi lui ci ha impedito contro ogni legge di verificare qualsiasi dato) non fossero più recuperabili e quindi cancellandoli sono diventati, ovviamente, un debito per il comune, poiché le spese fatte negli anni che sarebbero dovute essere coperte con quei soldi ora dovranno essere saldate con nuovi soldi che dovranno essere certi. Premesso che questa operazione di rivalutazione dei residui è stata fatta in tutti i comuni (basta chiedere in giro per scoprire che più o meno tutti i comuni circostanti si sono ritrovati con un debito simile o addirittura maggiore) la domanda che sorge spontanea è: perché gli altri comuni non hanno dichiarato il dissesto? Quindi, stabilito che i bilanci precedenti non erano falsi (questa è solo l’ennesima bufala di Monopoli) ma erano semplicemente fatti per legge con modalità diverse(anche perché se fossero stati falsi bisognerebbe incriminare ben tre commissari prefettizi, prima di colpevolizzare le amministrazioni precedenti, poichèanch’essi hanno fatto i bilanci in questo modo), cerchiamo allora di capire quali sono le VERE responsabilità di questo disastro.

I legislatori nazionali per impedire che tutti i comuni dichiarassero dissesto, a seguito di questa rivalutazione, hanno previsto dei correttivi, cioè hanno previsto che questo debito derivante dalla cancellazionedei residuie gli eventuali ulteriori debiti potessero essere dilazionati in 30 anni, cosa che intelligentemente, da persona esperta, aveva già fatto il commissario Contarinonel 2014,avendo provveduto a cancellare residui per circa 3 milioni dieuro, cosi come hanno fattosino al 2015tutti i comuni circostanti, i quali hanno spalmato il proprio debito in trenta anni evitando così il dissesto.

Cosa è successo invece a Caivano? Sempre i legislatori nazionali per rendere chiaramente identificabili le responsabilità economiche hanno istituito e resa obbligatoria “la relazione di inizio e di fine mandato”.

La relazione di fine mandato ai sensi dell’art 4-bis del D.Lgs. 149/2011  viene predisposta dal responsabile del servizio finanziario o dal segretario generale ed è sottoscritta dal sindaco a fine mandato, in questa relazione  sono esposti tra l’altro i dati finanziari e deve essere pubblicata obbligatoriamente sul sito del comune. Il commissario Contarino ha consegnato al sindaco Monopoli la relazione di fine mandato con prot. 303/seg. il 17 giugno 2015.Il sindaco Monopoli la doveva inviare alla Corte dei Conti e doveva farla pubblicare obbligatoriamente sul sito istituzionale. Indovinate cosa ha fatto invece il sindaco?…Non l’ha mai fatta pubblicare,anzi non si sa il perché l’ha nascosta a tutti, ma forse non sapeva che per tale grave inottemperanza   la legge prevede che il sindaco venga sanzionato con la restituzione della metà di tre stipendi?(probabilmente questo è l’unico caso in cui nella pubblica amministrazione è prevista una sanzione economica immediata ad un sindaco, ciò a testimonianza della grande importanza che essa ha per poter consentire di identificare con trasparenza di chi siano realmente le responsabilità economiche, in quanto in genere la propaganda politica  porta, di norma, la coalizione uscente a minimizzare lo squilibrio economico mentre porta quella entrante ad ingigantirlo).

A giugno 2015 dunque si insedia il sindaco Monopoli che per legge doveva, da una parte pubblicare la relazione di fine mandato del commissario Contarino, dall’altra ai sensi D.L 174/2912, entro 90 giorni dall’inizio del mandato, era obbligato a fare la Relazione di inizio mandato. Tale relazione secondo la legge è volta a verificare la situazione finanziaria  e patrimoniale e la misura di indebitamento dell’ente e sulla base di tale relazione ed ove ne sussistono i presupposti, l’ente può ricorrere alle procedure di riequilibrio finanziario vigenti.

Quindi queste due relazioni obbligatorie per legge, la cui inottemperanza è sanzionata economicamente, in quanto ritenute fondamentali per distinguere finalmente chiaramente di chi fossero le responsabilità economiche, sono state completamente ignorate dall’Amministrazione Monopoli. Ma non finisce qua, il sindaco con del di G.C n 247 del 30/7/2015 approva il bilancio di previsionee non si accorge di niente, poi rivisita il bilancio sempre in giunta delibera n 257 dove dichiara …UDITE … UDITE…che il bilancio viene rivisitato al fine di migliorare gli equilibri finanziari (hahaha… avete capito bene è testualmente scritto così) e non si accorge di niente lo riapprova in C.C delibera N 29 del 26/8/2015 e non si accorge di niente, fa lui stesso l’assessore al bilancio per 4 mesi e non si accorge di niente.

Ha avuto altre due opportunità previste per legge e cioè l’ approvazione entro il 30 settembre del riequilibrio di bilancio ed eventualmente il 30 novembre con l’assestamento e non si è accorto di niente. Vi ricordate? Addirittura in questo periodo voleva fare il bilancio partecipato e offrire il reddito di cittadinanza e non si è accorto di niente, ha fatto scadere anche il  30  novembre…ma poi finalmente, a metà di aprile 2016, si sono accese le luci, e se ne è accorto. Eppure lui dichiara che aveva tutto chiaro dal 2010 e meno male figuriamoci se avesse avuto qualche dubbio…(Ma allora come ha fatto a proporre in campagna elettorale il reddito di cittadinanza? Purtroppo è tutto un insieme di menzogne ben presentate, ma il diavolo fa le pentole ma non i coperchi).

Ma non finisce qui, l’amministrazione Monopoli  avrebbe avuto anche la possibilità di non dichiarare il dissesto(anche perché a prima vista  non ci sono nettamente le cause previste dalla legge) bensì il predissesto,che non ha tutte le conseguenze drammatiche del dissesto, e che consente di appianare questo debito in 10 anni (Oggi tra l’altro la legge di stabilità 2016 ha esteso la dilazione anche per il predissesto a 30 anni)

Tale soluzione però sarebbe stata percorribile solo nel caso in cui il sindaco se ne fosse accorto in tempo utile e che soprattutto ci fosse statoun sindaco con un’amministrazione capace, lungimirante e responsabile che avesse saputo dare gli opportuni indirizzi e avesse saputo indicare dove trovare i soldi nei prossimi 10 anni. Conoscendo un po’ le leggi e l’attuale situazione di Caivano, credo che  si potrebbero  tranquillamente trovare tra i 20-30 milioni di euro in 10 anni senza tassare assolutamente i cittadini e senza fare tagli ai servizi. Ma il sindaco nella sua arroganza e supponenza ha deciso tutto da solo e ha deciso per il dissesto, distruggendo ogni possibile sviluppo del territorio per i prossimi 10 anni,  ha condannato  irrimediabilmente i nostri figli ad una lenta morte civile , togliendoci ogni possibile opportunità. Siamo, quindi, di fronte ad un sindaco in malafede, senza spina dorsale che non vuole assumersi nessuna responsabilità, che nel suo delirio di onnipotenza ci ha anche nascosto tutti gli atti sino ad oggi costringendoci a fare ricorso a sua Eccellenza Illustrissima il Prefetto.

CHE BRUTTA STORIA.

Io mi chiedo perché, dopo aver proclamato il dissesto, non si dimette visto che non potrà più fare niente, facendo così risparmiare al comune 2-300 mila euro di spese annue di stipendi inutili.

Ma, per l’amor di Dio, lui non ci pensa assolutamente, difatti ha appena nominato un altro assessore, tanto qualche migliaio di euro in più cosa cambia?

                                                                                                                                                                     Dott.ssa Maria Paolella, consigliere comunale e capogruppo del Partito Democratico

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