Il discorso di Antonio Marfella su Caivano e la Terra dei fuochi

antonio marfella discorso su caivano

Riportiamo il discorso dell’oncologo Antonio Marfella su tutto ciò che sta avvenendo nelle nostre terre avvelenate:

Ricordo la prima volta che venni a Caivano a causa dei problemi ambientali e non fu da Padre Maurizio al Parco Verde, ma fui invitato da una associazione ambientalista del centro con la presenza del sindaco di allora, Giuseppe Papaccioli, medico igienista.
Fui molto colpito dalla totale assenza di consapevolezza di Papaccioli del problema costituito dalla mancanza di controllo e di tracciabilità dei rifiuti speciali, industriali e tossici, pur lavorando bene quella amministrazione sul versante dei rifiuti urbani.

I rifiuti urbani sono solo il venti per cento dei rifiuti prodotti in italia… in Terra dei fuochi ancora meno…

Da allora ad oggi, sostanzialmente nulla è stato fatto, sul versante del vero problema dei roghi di Terra dei fuochi: l’emersione del lavoro nero, la tracciabilità dei prodotti manufatti (cioè scarpe, borse e vestiti) mentre si è invece ben provveduto alla tracciabilità della filiera dei prodotti agroalimentari, in particolare delle vittime dei roghi tossici,
cioè la filiera dei pomodori e delle mozzarelle oggi tracciate benissimo, e quindi tutelate come qualità e filiera.
I Nas hanno lanciato un preciso motto nel loro lavoro di controllo:
OGNI PRODOTTO AGROALIMENTARE NON TRACCIATO , E’ UN PRODOTTO INSALUBRE…
Oggi non può esistere olio, pomodoro, mozzarella non tracciata. Se i Nas trovano olio, pomodori e mozzarelle non tracciate li sequestrano immediatamente, lo stesso non accade per scarpe borse e vestiti, circa seimila tonnellate al giorno solo in campania di rifiuti industriali prodotti a nero.

OGNI MANUFATTO NON TRACCIATO (SCARPA, BORSA O VESTITO) E’ DI PER SE UN PRODOTTO INSALUBRE: LA BASE DEI ROGHI DI TERRA DEI FUOCHI

Per ogni kg di manufatto prodotto non tracciato viene prodotto circa mezzo kg di scarto da smaltire illegalmente
in una regione che continua a non avere e a non volere, discariche a norma per questa tipologia di rifiuti e pure per tutti i rifiuti ospedalieri.  

Circa ventimila tonnellate all’anno di rifiuti anche radioattivi accumulati

Il risultato? Non si possono portare in una discarica legale, perché si lavora a nero e perché le discariche non esistono, quindi si deposita da qualche parte e prima o poi si brucia, se si brucia d’estate, si sta bruciando secondo stagione e pure in siccità. Cosi tutto si copre, si confonde, non si traccia…. e si paga molto di più, perché il materiale combusto, molto più tossico, va prima caratterizzato e poi smaltito fuori regione, come rifiuto speciale pericoloso tipo ceneri tossiche, ad un prezzo maggiore… molti più alto. E’ tutto molto semplice, molto ovvio, noto a tutti, ma nessuno vuole fare niente nel senso giusto di prevenzione. Ricapitolando:

a) emersione del lavoro nero…
b) tracciabilità dei manufatti
c) presenza di discariche a norme per rifiuti speciali industriali e tossici e per rifiuti ospedalieri
Finché non si lavora secondo questa linea e secondo queste priorità la Terra dei fuochi non potrà spegnersi, si cureranno solo i sintomi, ma mai le cause. Come prendere solo l’ aspirina, in presenza di colera.
A  Caivano ormai tutto è dimostrato:
a) esistono terreni gravemente inquinati
b) esiste una zona industriale e moltissimo lavoro a nero
c) esiste la totale non volontà di tracciare i manufatti o evitare smaltimenti illeciti

L’esempio è rappresentato dai campi rom e dal problema che scoppia ogni giorno di più… la recrudescenza dei roghi sta solo a significare la precisa dimostrazione di forza e di controllo del territorio totale di chi non vuole (e sa di essere ben tutelato dalla politica) cambiare il sistema economico industriali malato, la camorra , quella vera, c’entra dopo.

Il primo problema, mai risolto perché mai affrontato è l’ economia malata

Chissà se Papaccioli, oggi, sa che la priorità a Caivano sono i rifiuti speciali industriali e tossici e non i rifiuti urbani….
Padre Maurizio lo dice sempre, solo con la mia conoscenza e le mie relazioni hanno capito per la prima volta quale fosse il problema vero, in Terra dei fuochi.

 

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