Anac indaga su Caivano: i servizi sociali sono impropriamente gestiti

Anac indaga su Caivano: i servizi sociali sono impropriamente gestiti

 

Nell’occhio del ciclone la dottoressa Anna Damiano, dirigente del Comune di Caivano, che già nella comunicazione delle risultanze istruttorie del 23 marzo 2017 dell’Autorità Nazionale Anticorruzione era sotto la lente d’ingrandimento per le modalità di alcuni affidamenti.

Chiesti chiarimenti su una comunità alloggio, per minori privi di ambiente familiare idoneo, dove la scelta è avvenuta esclusivamente in forma discrezionale da parte della dirigente e per il servizio di assistenza domiciliare socio-assistenziale per anziani, dove ci sono continui affidamenti con importi minori di 40 mila euro.

La nota accerta che il servizio delle Politiche Sociali viene gestito prevalentemente con scelte discrezionali in assenza di procedure di gara competitive, e avvisa l’amministrazione di prestare particolare attenzione.

L’ultima verifica per conflitto d’interesse:

L’ulteriore verifica è arrivata ad inizio agosto da parte dell’ufficio vigilanza sulle misure anticorruzione, dove si contesta un conflitto d’interesse nella gestione dei fondi per i servizi sociosanitari.

Dopo diverse indagini da parte della guardia di finanza, pare che la figlia della dirigente di Caivano in un periodo abbastanza lungo abbia intrattenuto rapporti di dipendenza dirette con due associazioni con un introito di circa 28 mila euro.

Questo comportamento non consono ora dovrà essere valutato dal Comune di Caivano e le decisioni prese dovranno essere comunicate a stretto giro all’autorità competente.

Continuano le polemiche:

Ciò che è importante sottolineare è che i dirigenti comunali sono sul territorio da anni, quindi non sono un “prodotto” del sindaco Monopoli, ma le sue ultime scelte con la “sua parziale rotazione” oltre ad immobilizzare il paese hanno mostrato le vulnerabilità del suo sistema governativo. Piuttosto, tutti i cittadini si aspettano dal sindaco delle decisioni immediate in merito, invece pare che l’immobilismo regni sovrano.

Questo suo silenzio tombale alimenta il disagio e il malcontento cittadino che sfociano sui social come ulteriore forma di protesta senza alcuna risposta. Diverse figure politiche della ormai nota “non maggioranza Forza Italia” emergono tra i post d’eccellenza.

C’è il consigliere Giuseppe Mellone che su Facebook così dichiara:

In particolare sarebbe stato intimato all’amministrazione guidata dal sindaco Monopoli di aprire un procedimento disciplinare poiché, com’era trapelato già su alcuni organi di stampa, la stessa Damiano non avrebbe comunicato che la figlia, all’epoca dei fatti, risultasse essere legata da rapporti di lavoro con le cooperative che, puntualmente, riuscivano ad aggiudicarsi appalti per la gestione di servizi nell’Ambito.

Considerati i rapporti di lavoro della figlia con le cooperative, la dottoressa Damiano avrebbe dovuto astenersi dal partecipare alle commissioni aggiudicatici […] La legalità si pratica e si dimostra con i fatti, non a chiacchiere”.

 

 

 

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