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Conferenza PD, quando il bene per il paese parte dalla cittadinanza attiva

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Conferenza PD, quando il bene per il paese parte dalla cittadinanza attiva

“Parlare di politica non è anacronistico, solo perché le elezioni sono lontane. Fare politica è un’attività che, per chi intraprende questo percorso con passione, viene svolta regolarmente.”

Introduce così il suo discorso, Antonio Angelino, segretario movimento Pd. “Le idee ci sono, dobbiamo solo metterle in campo. Per questo, il paese di Caivano merita un risanamento totale, dopo un dissesto finanziario ed uno scioglimento comunale per infiltrazione camorristica, credo sia ora di parlare di programmi e azioni per una terra martoriata. Il resoconto finale della relazione della commissione d’accesso parla chiaro. Ora comprendiamo alcune scelte, che per noi allora quando eravamo in minoranza, erano senza senso”.

“Avevo avuto il sentore di un coinvolgimento con alcuni esponenti della criminalità locale, già durante il periodo della campagna elettorale”. Sostiene così Luigi Sirico, esponente Pd, ed ex candidato a sindaco durante le elezioni amministrative del 2015:

“Già allora, Simone Monopoli, rifiutava ogni confronto e dibattito. Anche dopo la sua investitura a sindaco, il rapportarsi a noi esponenti della minoranza, era un fatto quasi impossibile. E se vogliamo parlare di democrazia, credo che le prime pecche siano visibili già da questo passo, che ritengo inutile e dannoso per il suo operato e quindi per il paese. Infatti le conseguenze si sono viste….

Molti hanno giudicato il dottor Simone Monopoli, in seguito alle relazioni presentate agli atti della commissione (a causa dei suoi legami con alcuni esponenti della malavita locale) come “sindaco della camorra”. Un’affermazione forte, che sa anche di accusa, ma per lei, dottor Sirico, è giusto definirlo in questo modo?

Luigi Sirico: Direi di no. Non sta a noi giudicare, ci penseranno gli organi preposti, però penso che se conosci certi personaggi, li eviti. Puoi tranquillamente farne a meno. La logica di vincere a tutti i costi non porta a nulla. I risultati non sono mai visibili sui lunghi periodi. Ma la cosa che non riesco proprio a capire è perché oggi ci sia una totale riluttanza da parte della cittadinanza alla partecipazione pubblica ad argomenti di questo tipo.

Infatti, come si potrebbe stimolare la solidarietà, la partecipazione attiva?

Pierina Auriemma: “Le persone che compongono la società civile – a cui anch’io appartengo, anche dopo essermi candidata – devono riprendere in mano la propria dignità e combattere per il proprio paese. Candidarsi, vuol dire anche trasformare una realtà, impegnarsi in azioni concrete, dissentire, ma in ogni caso farsi sentire….”

Incalza la discussione, e si continua a parlare di sottomissione del paese di Caivano, quasi “schiavo” di un sistema dove vince il potere della sopraffazione. “Io mi sono meravigliato – continua Luigi Siricodi come mai alcun esponente della società civile, e parlo di docenti, avvocati, presidi, preti, non abbiano organizzato alcuna protesta contro quelle forme di violazione alla democrazia a cui per due anni abbiamo assistito. Come mai nessuno è sceso in piazza per manifestare contro le “rappresaglie” di Casa Pound tanto ben volute dall’ex sindaco, oppure perché nessuno ha avuto da dire sugli assegni negati alle ragazze madri, oppure le sue continue offese suoi suoi canali alla stampa locale, a un cittadino solo perché omosessuale. Ci sono state poche indignazioni pubbliche. Si parla molto di legalità nelle scuole e nelle chiese, ma a mio avviso… Non credo si sia fatto abbastanza“.

Voi, come minoranza, cosa avete fatto?

Abbiamo denunciato ogni azione che andava a violare il codice civile, abbiamo contestato alcune scelte improponibili dell’ ex amministrazione, ma soprattutto abbiamo provato in consiglio comunale a porre diverse interrogazioni, ma ogni risposta data dall’ex sindaco non era per nulla “tecnica” (così come tanto era decantata la sua passata giunta) quanto piuttosto basata su offese personali.

Antonio Angelino: “Abbiamo rischiato anche denunce e non sono mancate le minacce, a tal punto da pensare a quanto ne valesse la pena sottostare a quei giochi di potere così assurdi”.

Giusy Palmiero e Antonio Angelino

“In merito alla questione relativa all’omertà – sostiene Giusy Palmiero, segretaria di Giovani Democratici – penso che ancora oggi, dopo tutto ciò che c’è stato insegnato dalla storia, dagli esempi come quelli di Peppino Impastato o Giancarlo Siani, siamo ancora spaventati dal nominare la parola “camorra”. La cosa un po’ mi lascia perplessa. Chi fa politica non deve promettere nulla in cambio di voti. Né lavoro, né agevolazioni, ma solo migliorare il proprio paese, promuovendo delle iniziative che possano rendere vivibile un territorio dove tutti dovrebbero collaborare, partecipando. Proprio per questo, se solo ci fossero più cittadini attivi, mettendo da parte le critiche, si potrebbe costruire una comunità partecipante“.

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