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Blitz dopo le 5.00, sgominata la banda dei portavalori: 8 arresti e due denunce

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assalto portavalori
assalto portavalori

Poco dopo le 5.00 gran frastuono a Caivano nella zona del mercato dove un elicottero volava a bassa quota, mentre in strada i Carabinieri agivano dopo aver localizzato alcuni componenti della banda dei portavalori.

A conclusione di una complessa ed articolata attività d’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, i Carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di otto persone, in prevalenza residenti nel Comune di Caivano, per un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di delitti di natura predatoria e, in particolare di rapine, anche ai danni di furgoni portavalori, commesse con l’uso di armi e veicoli di provenienza delittuosa.
Nei confronti di altre due soggetti sono state applicate misure diverse dalla custodia cautelare quale l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.

L’inizio delle indagini

Le indagini hanno avuto inizio nel mese di dicembre 2016 in occasione di una rapina ai danni di un furgone di una società di trasporto valori, azione consumatasi lungo la strada
provinciale Caivano-Acerra.
In quella circostanza, almeno sette uomini, armati di pistole, fucili e di un fucile d’assalto tipo Kalashnikov, tutti a volto travisato, avevano assaltato un furgone portavalori asportando circa 20.000 euro, senza riuscire, però, ad impossessarsi del ben più sostanzioso contenuto della cassa blindata presente all’interno del furgone.
L’analisi dei sistemi di video sorveglianza e le informazioni rese da persone presenti, unite ad una intensa attività info-investigativa – attività di osservazione, pedinamento e controllo, attuata con tecniche tradizionali nonché attraverso attività di videoriprese e di
intercettazione telefonica ed ambientale – ha consentito di raccogliere un grave quadro probatorio a carico degli indagati che, secondo l’ipotesi accusatoria avvalorata dal GIP, ponevano in essere una costante azione di raccolta di informazioni e di pianificazione dei delitti, con contestuale reperimento attraverso canali illeciti di ogni equipaggiamento necessario per effettuare rapine a furgoni portavalori ed altri importanti obiettivi.
Nel corso delle attività, nel mese di febbraio 2017, i Carabinieri di Casoria intercettarono e bloccarono un furgone in transito in quella via Pietro Nenni, condotto da uno degli indagati, che riuscì, dopo aver abbandonato il veicolo, a fuggire nelle campagne circostanti per essere poi recuperato dai complici. All’interno del veicolo i Carabinieri rinvennero alcuni borsoni contenenti quattro giubbotti antiproiettile, due fucili automatici d’assalto AK47, una pistola semi automatica, una pistola mitragliatrice UZI, un fucile a pompa e varie munizioni, tutte armi che erano destinate ad un impiego imminente in una azione di carattere predatorio già pianificata.

Anche furti in abitazioni e gioiellerie a Caivano

Il tempestivo e accorto intervento dei Carabinieri ha consentito inoltre, in varie fasi delle indagini, di scongiurare la commissione di alcune rapine già pianificate. In una circostanza, la persona che appare il promotore dell’organizzazione venne tratto in arresto perché, in compagnia di altro appartenente al gruppo criminale, aveva abbandonato il Comune di residenza per prendere parte ad una rapina nonostante fosse sottoposto alla misura di  prevenzione della sorveglianza speciale di PS con obbligo di soggiorno. L’uomo venne trovato in possesso di due giubbotti antiproiettile da utilizzarsi nell’azione delittuosa.
Per alcuni degli indagati veniva individuata, poi, l’esistenza di una seconda associazione per delinquere, operativa nei momenti di minore attività del primo sodalizio criminale e
dedita alla commissione di furti in abitazione e presso attività commerciali site in Caivano e Comuni limitrofi, tra le quali alcune gioiellerie.
I capi d’imputazione, a vario titolo contestati, vanno dal reato associativo, alla detenzione ed al porto di armi da guerra, armi comuni da sparo ed armi clandestine con relativo munizionamento, ricettazione delle armi e dei furgoni destinati alla commissione dei reati, rapine tentate e consumate, furti tentati e consumati.

 

 

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