Home Cronaca La professoressa svela i temi e disegni che raccontano violenze sui bambini

La professoressa svela i temi e disegni che raccontano violenze sui bambini

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La docente Stefania Iervolino scrive sul Corriere del Mezzogiorno uno speciale dove approfondisce le problematiche dei ragazzi che tanti non riescono a leggere. Una delle tante storie è a Caivano, nel Parco Verde.

«La notte non riesco a dormire e piango, mamma non mi capisce, non sa niente di me, vorrei un po’ di amore, la cosa bella è quando sono a scuola con i miei prof, quando torno a casa mi sento sconsolata e mi deprimo. La gente mi chiama puttana perché un ragazzo l’anno scorso, cioè quando avevo 13 anni, ha approfittato di me, mi ha sverginata. Io non capivo quelle cose perché ero troppo piccola… mia mamma lo sa, mio fratello mi fece spogliare e con le mani vide se ero vergine… poi mi picchiò a sangue… per tutta questa violenza che usano verso di me io sono molto aggressiva, non ho amiche, sono sola e triste».

Così scrive C., alunna del Parco Verde di Caivano, in uno dei tanti temi raccolti da Stefania Iervolino, una docente di Lettere, che per scelta ha trascorso la sua carriera nelle scuole di territori definiti difficili, Parco Verde di Caivano, Rione Amicizia, Rione Traiano, Pianura, Secondigliano, Scampia. In venticinque anni Stefania ha conosciuto spesso ragazzi vittime di violenza, di maltrattamenti fisici e anche di abusi sessuali. «Avevo imparato un piccolo trucchetto che mi permetteva di capire se ad un ragazzino veniva usata violenza – racconta la professoressa – mi avvicinavo alle loro spalle e senza che loro se ne accorgessero, poggiavo la mia mano o su una spalla o su una guancia, avevo capito che chi saltava immediatamente era un bambino che conosceva il senso del tatto solo per schiaffi. Ho provato a convocare i genitori, quasi sempre madri giovani le quali anche davanti ai miei occhi, continuavano ad usare violenza verso quei poveri piccoli indifesi».

Temi, disegni, pensieri, a volte anche solo bigliettini lasciati in tasca, oppure raccolti in un’agenda che la professoressa ha l’abitudine di poggiare su un tavolo. Testimonianze che faranno parte di un libro di prossima uscita. Così scrive Francesca, alunna delle medie del Parco Verde: « Mio fratello, che ora è uscito dal carcere, quando ero piccola mi ha toccata nelle parti intime… e diceva vicino a me: dobbiamo fare un gioco… io non sapevo cosa significasse perché avevo solo 6 anni e poi mi diceva: è un segreto, ti raccomando non lo dire a nessuno». E così Francesco: «Oggi, quando sono tornato a casa, ho trovato papà strafatto, mi ha picchiato con una cinta, mi sono nascosto sotto al letto e sono uscito dopo due ore quando si è addormentato».

Ragazzi che non conoscono il sorriso per i quali anche una gita è un sogno, Iervolino racconta un episodio particolarissimo: ragazzi di Secondigliano che gioiscono perché per la prima volta vedono un centro commerciale, non ci sono mai stati, per alcuni la povertà è tale che non sono mai usciti dal quartiere. E sorpresa delle sorprese, quegli stessi ragazzi che in classe fanno volare sedie, che su nove mesi di scuola ne frequentano tre, di fronte a tre professoresse coraggiose e che danno loro fiducia, sfoderano un comportamento esemplare.

Stefania oggi insegna alla Sandro Pertini di Scampia, non ha perso l’abitudine di raccogliere i pensieri dei suoi alunni e avverte: «I disagi non appartengono solo a chi cresce senza una famiglia ma anche a chi è cresciuto in famiglie perbene. Ragazzi angosciati da pensieri autodistruttivi e da atteggiamenti aggressivi che nascondono mancanza di comunicazione con i genitori e passività emotiva». E il caso del disegno di F., alunna di prima media, e del suo cuore spezzato che spiega così: «Da qualche mese c’e` un pensiero fisso nella mia testa, non mi abbandona, non mi fa dormire la notte, ed è quello di salire al settimo piano del palazzo dove abita mia zia… uscire fuori al balcone e farla finita… devo solo aspettare un altro po’ di tempo per acquisire il coraggio necessario». La professoressa è intervenuta ed ora F. sta seguendo una terapia psicologica, la scuola può fare tanto se alle spalle c’è una famiglia.

 

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Pasquale Gallo
Pasquale Gallo, nella comunicazione da più di vent’anni, ha studiato Marketing e Quality e cura diverse campagne pubblicitarie regionali. Giornalista pubblicista dal 2007, ha sempre scritto di sport, partendo da testate cartacee come Cronache di Napoli, Il Roma e Il Partenopeo, entrando nel web fondando Pianetanapoli nel 2006. Ad oggi oltre ad essere editore di Zona Calcio, portale e trasmissione radiofonica, collabora con TuttoCasertana e Capri Event Tv. Nel 2015 fonda IlgiornalediCaivano.it che non è solo un progetto editoriale, ma un vero punto di riferimento per l’intera cittadinanza con un continuo interagire attraverso email e social network.

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