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Caivano, la bellezza polverosa del passato e lo squallore del moderno degrado

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Organizzare eventi culturali è prerogativa di ciascun paese che insegue i criteri della partecipazione attiva, tipica di una società democratica. Noi caivanesi abbiamo ricordi lontani di presentazione di opere di scrittori che hanno fatto visita al nostro “paese”, che per come ricorda lo scrittore Franco Arminio, è strano usare tale definizione per un posto di quarantamila abitanti, e come tale dovrebbe organizzare spesso incontri culturali.

Ma questa è una storia che conosciamo già. Sono anni spenti per il popolo caivanese, e la stessa sensazione l’ha percepita Franco Arminio. Il celebre “paesologo” è stato da noi a presentare nel lontano 2009 il suo libro “Terracarne”, con la giunta del sindaco Antonio Falco, il direttore della biblioteca comunale, il dottor Vito Coppola.

Franco Arminio, noto come poeta, scrittore e regista italiano,  nel lontano 2009 scrisse un articolo pubblicato su “Il Corriere del Mezzogiorno” dedicato al nostro paese.

Il titolo non lascia diverse interpretazioni “Caivano, la bellezza polverosa del passato e lo squallore del moderno degrado“.

Nell’articolo, ci sono alcuni passi da leggere tutto d’un fiato, dove l’autore descrive il nostro comune a partire dalla prima impressione avuta, appena varcata la strada principale. Il riferimento al Parco Verde, l’incontro con i suoi amici e alcuni personaggi famosi di Caivano. Il castello, il Palazzo Lanna e il Palazzo Topa.

Franco Arminio si concentra sull’antica tradizione della coltivazione della canapa, alla strada regia che comprende il corso Umberto I, fino alla Reggia di Caserta.

Racconta di un senso di sgomento avvertito per le strade del paese, dove c’è l’assenza di emozioni, ma ricorda con simpatia la generosità delle persone incontrate, dal presidente del Circolo Culturale Pierino Pepe, Gaetano Di Mauro, all’incontro avuto con Giacinto Russo, il presidente dei sostenitori della società di calcio, che ricorda come senatore eletto con l’Italia dei valori, dopo aver militato con Clemente Mastella.

“Cedi la strada agli alberi”
di Franco Arminio

Il tour a Caivano, tra rassegnazione e solidarietà

Il tour a Caivano procede con un’aria sommessa, graduale, descrivendo i singoli scenari di una giornata qualunque. La vita  nel 2009 era come adesso, probabilmente i giorni trascorrevano nella solita routine, ma c’erano senz’altro altre speranze. C’erano persone, che seppur stanche, erano pronte ad incontrarsi, a dibattere e a fare squadra, ma soprattutto il senso di condivisione era molto più sentito.

Il pullulare di attività culturali partiva dal centro della biblioteca, e senza alcun dubbio dal carisma del dottor Vito Coppola. Da lui, le persone proponevano idee e insieme si riusciva a realizzare un evento e a portarlo a termine, come la presentazione di un libro, un convegno o un seminario. Io stessa, tempo addietro riuscii ad organizzarne due incontri con la cittadinanza. Si, si respirava un’aria diversa. Le persone potevano incontrarsi e discutere.

Oggi, ci chiediamo cosa resterà della biblioteca, degli incontri collettivi e delle possibilità da dare ai cittadini per poter presentare un’idea, un progetto. Sicuramente c’è ancora la possibilità di poter fare la presentazione di libri, molti autori locali si dedicano alla produzione di libri, ma sono cose che accadono sempre più di rado.

Non lo sappiamo, intanto però vi invitiamo a non smettere di leggere perché la cultura continuerà a salvarci e di sperare che Caivano possa far risorgere, ancora una volta, uno spirito collettivo.

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