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L’ex sindaco e preside Franca Falco ricorda Monsignor Andrea Mugione

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Il 26 Febbraio, presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, ov’era stato ricoverato alcuni giorni prima, cessava di battere il cuore di un grande uomo di Chiesa, monsignor Andrea Mugione, arcivescovo emerito dell’Arcidiocesi di Benevento.

Il giorno 28 Febbraio i solenni funerali a Caivano, nella parrocchia di Sant’Antonio, la chiesa in cui aveva mosso i primi passi nel suo cammino di vocazione sacerdotale, come allievo prima del seminario diocesano di Aversa e poi del seminario regionale di Salerno. A ricordarlo ed a salutarlo una infinita schiera di ecclesiastici, sacerdoti, parroci e vescovi con in testa il cardinale Crescenzio Sepe, che presiedeva la cerimonia funebre, nonché una grande folla di fedeli.

Accanto ad autorità religiose, i rappresentanti dell’arma dei carabinieri, i gonfaloni ed i primi cittadini di Cassano Ionico, Crotone, Benevento, città in cui Mugione aveva svolto il suo magistero episcopale, il gonfalone del Comune di Caivano, sua città natale, con i vigili in alta uniforme, ma con l’assenza, purtroppo molto visibile e da tutti notata, di figure istituzionali che affiancassero il gonfalone e rappresentassero i cittadini di Caivano.

All’esterno, in piazza Plebiscito, un ordinato ed impeccabile servizio di viabilità, garantito dalla polizia locale. Presente al rito funebre, ho sentito il bisogno di tracciare il profilo di questo nobile Uomo di Chiesa, con umiltà e discrezione, senza venir meno al senso di riservatezza che in Lui era tutto.

Nato a Caivano, aveva trascorso i primi anni della sua vita in una onesta e dignitosa famiglia di via Marconi. Coetanei, fummo compagni di scuola nei primi tre anni delle elementari presso l’istituto delle Suore Compassioniste e poi compagni di preghiera nella chiesa di Sant’Antonio.

Ricordo infatti quei giorni d’estate degli anni ’50, quando Lui, che quasi ancora fanciullo era entrato nel seminario vescovile di Aversa, tornava alla casa paterna, che distava dalla mia poco più di cento passi, e nella chiesa di Sant’Antonio, dopo la messa, ci attardavamo nella preghiera e nella meditazione quotidiana. Si formò in noi, proprio in quegli anni, una robusta vita interiore e si interiorizzarono quei profondi valori cristiani, che sono poi i valori etici universali, di carità, solidarietà, senso dell’altro.

Dopo l’ordinazione sacerdotale del Giugno del 1964, che fu particolarmente festosa nella sua parrocchia, alla quale partecipai attivamente in quanto membro della “schola cantorum” parrocchiale, che accompagnò con i canti la solenne cerimonia, dal 1964 al 1968, torna al pontificio seminario regionale di Salerno, con l’incarico di vice-rettore e di docente di Storia dell’arte.

Nel decennio 1968-1978 vive una forte ed incisiva esperienza missionaria in Venezuela, come viceparroco della parrocchia di Santa Lucia in Yaritagua, nello stato di Yaracui;

presso l’istituto magistrale ed il liceo classico della stessa parrocchia è docente di filosofia, psicologia, storia dell’arte, inglese, spagnolo, religione.

Rientrato in Italia nel 1978, dopo aver ricoperto numerosi incarichi presso la diocesi di Aversa (direttore spirituale del seminario prima, e rettore poi, parroco presso le parrocchie di Orta ed Aversa) viene nominato direttore dell’ufficio missionario diocesano, per la proficua e preziosa esperienza fatta in Venezuela.

Dal 1988 inizia il suo magistero episcopale:

il 28 Aprile di quell’anno viene nominato vescovo a Cassano allo Ionio; il 21 Novembre 1998 è nominato arcivescovo di Crotone e Santa Severina; il 3 Maggio 2006 viene consacrato arcivescovo metropolita di Benevento, ove esercita il suo fecondo ministero fino al 2016, allorchè, per raggiunti limiti di età, si dimette da tale incarico e torna nella natia Caivano; qui trascorre gli ultimi anni della sua vita, circondato dall’affetto dei familiari e dalle amorevoli cure della sorella Antonietta, compagna preziosa ed inseparabile dei suoi molteplici spostamenti.

Durante tutta la Sua vita ho avuto modo di frequentare varie volte Monsignor Mugione, come ho prima accennato, ma l’incontro che ricordo con particolare emozione avvenne nell’inverno del 1998, quando fu nominato arcivescovo di Crotone e Santa Severina, in Calabria.

Erano i tempi in cui ricoprivo incarichi istituzionali al Comune di Caivano ed ebbi modo di partecipare a varie ordinazioni episcopali: di Monsignor Milano ad Aversa, di Monsignor  Renna ad Avezzano e dello stesso Mugione a Crotone.

Era una gelida giornata del Dicembre del 1998: partiti di notte da Caivano arrivammo a Crotone in mattinata con un pullman organizzato da don Antonio Corvino, in testa alla comunità parrocchiale di Sant’Antonio, orgogliosa del suo illustre concittadino; in rappresentanza dell’istituzione comunale il sindaco, il gonfalone ed i vigili Luigi Alberini e Luciano Benevento in alta uniforme.

L’ex sindaco Franca Falco e Monsignor Mugione

La cerimonia di quell’ordinazione, di cui conservo gelosamente le foto che S.E cortesemente mi inviò, fu la più bella: ebbi l’impressione che fosse una vera e propria investitura di tipo feudale (storiche reminiscenze! I vescovi conti di ottoniana memoria!). Lui veniva dal mare, su un’imbarcazione della Marina Militare, accompagnato dalla Guardia Costiera e scortato dalle forze dell’ordine, mentre una folla festosa l’attendeva sul sagrato della cattedrale.

Ricordo ancora la sua preoccupazione per noi, che, dopo la cerimonia, dovevamo tornare a Caivano, ma eravamo bloccati dalla neve al valico appenninico; si offrì di ospitarci tutti (eravamo una cinquantina!); ci lasciò partire solo quando dalla prefettura ebbe assicurazione che non avremmo corso alcun pericolo per la strada ghiacciata.

La sua attività pastorale, illuminata e socialmente sensibile, la grande attenzione alla formazione, soprattutto dei giovani, la vicinanza ai poveri, rafforzatasi negli anni in cui era stato missionario in Venezuela, l’esperienza di una vita vissuta sempre con gioia interiore al servizio degli altri, il messaggio di amore per Dio, che si deve tradurre nell’amore per il prossimo, sono i ricordi più belli che Monsignor Mugione ci lascia e che ciascuno di noi dovrà portare sempre nel cuore.

Prof.ssa Francesca Falco

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