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La preghiera al tempo del CoronaVirus

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Da qualche giorno la Rai manda in diretta ogni mattina la Messa che Papa Francesco celebra a Santa Marta. Un’iniziativa lodevole che non può che illuminare gli sconsiderati e beceri palinsesti che ci propina la televisione di Stato.

Papa Francesco nella sua liturgia invita tutti alla preghiera e a coltivare la speranza in questi giorni di tenebre.

Un grande filosofo e logico del 900, Ludwig Wittgenstein annotò ‘Pregare è pensare al senso della vita’.

La preghiera può essere rivolta a Dio, ad una persona perduta, al cielo stellato alle cime innevate, al creato che ci avvolge. Una preghiera può essere laica o religiosa, mormorata o silenziosa.

Pregare vuol dire tendere verso l’altrove, incontrare l’altro e acquisire la consapevolezza dei nostri limiti e della nostra finitudine.

Pregare è porsi domande: pensare. Pensare alla vita, alla morte, alla bellezza, all’amicizia, all’amore.

In questi giorni così difficili dovremmo tutti diventare più umili e renderci conto che la vita è un breve lasso di tempo che dobbiamo impegnare per disporci al bene.

 

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