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La rabbia e la delusione delle Guide autorizzate della Regione Campania

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Com’è fare la Guida Turistica durante un virus in circolazione?

È una domanda che non mi sarei mai posta se non fosse realmente accaduto quest’anno. Sicuramente il 2020 sarà un anno da ricordare, nel bene e nel male.

Ormai tutti abbiamo imparato a dare un nome a questa nostra situazione, un nome tecnico – Corona Virus o Covid-19 – e questo virus, da quasi due mesi, senza la nostra volontà, ci costringe a casa.

Da quel lontano 9 Marzo, l’Italia è entrata in lockdown. Ci hanno imposto di “restare tutti a casa” con lo slogan di speranza “andrà tutto bene” e lo abbiamo fatto, abbiamo riorganizzato le nostre vite. Dopo il primo caso di contagio, il paziente uno, i positivi al virus sono cominciati a salire e giorno dopo giorno, per sfortuna, anche i morti.

Non ci restava altra soluzione per la nostra sicurezza e quella del mondo intero, di chiudere tutto. Bar, ristoranti, negozi, hotels, voli nazionali e internazionali. Si sono chiuse le frontiere, ci siamo isolati in primis dalla Cina e poi dal mondo intero. Eravamo, il paese più colpito dopo la Cina, poi il virus si è diffuso a macchia nel mondo intero, e le persone hanno visto stravolgere in pochi giorni le loro vite. Stiamo vivendo una pandemia globale, una triste pagina di storia con tutte le conseguenze del suo caso.

Il turismo naturalmente si è fermato. Per anni, l’Italia, il “bel paese”, ha vissuto una crescita esponenziale, accogliendo visitatori da tutto il mondo. Turisti organizzati in gruppi o individuali venivano a scoprire le nostre bellezze, capire la nostra cultura e assaggiare i nostri famosi prodotti locali. Eravamo fortunati, noi Guide turistiche, Tours operator, agenzie di viaggio, vivevamo tutti un bellissimo momento proficuo per noi, le nostre famiglie e il nostro paese. La nostra offerta era varia e all’avanguardia, i nostri musei crescevano di numero e profitto, i B&B nel centro storico di Napoli, crescevano a dismisura, ristoranti e hotels avevano triplicato il loro fatturato, insomma tutto stava andando nel migliore dei modi, poi tutto si è fermato.

La nostra stagione turistica di norma iniziava all’incirca verso aprile, con l’arrivo delle navi da crociere, all’apertura degli hotels e dei ristoranti più esclusivi, per poi fermarsi verso Novembre. Le guide turistiche, sappiamo tutti, sono lavoratori stagionali, e seguono il flusso della domanda/offerta, ma senza domanda, cioè senza turisti in giro, ci siamo trovati tutti senza lavoro e quei soldi che guadagnavamo per 6/7 mesi all’anno che ci servivano per sopravvivere in inverno, sono ora messi a rischio.

La nostra condizione è molto varia, ci sono colleghi che hanno partita IVA, quindi lavoratori autonomi, dipendenti di cooperative, dipendenti di agenzie, ora ci troviamo tutti nella stessa situazione, abbiamo tutti paura del futuro e viviamo nell’incertezza di poter tornare al lavoro e nel dubbio di poter esercitare ancora con tranquillità e sicurezza la nostra professione. Chiediamo quindi un concreto aiuto dallo stato, di non essere abbandonati come classe di professionisti che si sono sempre battuti nel migliorare l’immagine del nostro paese, con il nostro lavoro e la nostra passione. Lo Stato e la Regione hanno messo a disposizione bonus e aiuti, ma ad oggi tutto è fermo e non abbiamo visto soluzioni adatte al nostro lavoro per poter tornare a quella “normalità” tanto sperata.

Ci chiediamo quando riapriranno i musei, i siti archeologici, le gallerie che espongono mostre d’arte. In che modo potremo poi accompagnare i nostri clienti mentendo le distanze di sicurezza? Quando apriranno le frontiere e tornerà normale il traffico aereo? Noi, che eravamo abituati ad accompagnare gruppi numerosi di 40/50 persone, come faremo in futuro ad offrire lo stesso servizio? Hanno pensato a misure di distanziamento per lidi turistici e spiagge gestite da privati con box in plexiglas per evitare il contagio, ipotesi, già bocciata, ma per noi guide turistiche? Quali misure cautelative dovremmo adottare per noi e i nostri clienti? Possibile che nessuno ancora ci abbia pensato?

Queste sono alcune delle tante altre domande che chi come me, si trova nella situazione di non poter più esercitare il suo lavoro. Un lavoro importante che per anni ha trascinato il nostro paese, facendo crescere il settore turistico e i suoi lavoratori. Siamo una categoria in seria difficoltà purtroppo, nel nostro presente ci mancano delle risposte, viviamo nel dubbio che le misure adottate nel futuro, possono influire negativamente sul nostro operato.

Confidiamo quindi, in una risposta esaustiva dalle istituzioni, per poter riprendere la tanto sperata “quotidianità” che tanto ci manca; per poter tornare nuovamente a mostrare in libertà e sicurezza le meraviglie del nostro paese.

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