Home Cronaca Unità di crisi Covid, struttura non a norma e tanti interrogativi

Unità di crisi Covid, struttura non a norma e tanti interrogativi

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Il 21/03/2020 il Comune di Caivano ha istituito il Centro Operativo Comunale (COC), organo responsabile delle attività a livello comunale-locale, il cui massimo punto di riferimento è il Sindaco o suo delegato a norma dell’art. 15 della Legge 225/1992.

Essendo Caivano, un comune commissariato, il COC è stato istituito in capo alla Commissione Straordinaria.

La composizione del Centro Operativo Comunale di Caivano vede l’avvicendarsi delle seguenti figure:

COMPONENTI FUNZIONE NOMINATIVO
Commissione Straordinaria Coordinamento generale in quanto autorità comunale di protezione civile Dr. Fernando Mone

Dr. Giovanni Cirillo

Dr. Roberto Andracchio

Responsabile della Protezione Civile Coordinamento della funzione di supporto Marco Lanzetta
Funzione 1 Tecnico Scientifica e di pianificazione Ing. Giuseppe Mocerino
Funzione 2 Sanità, assistenza sociale e veterinaria Funzionario del Servizio Sanitario Locale
Funzione 3 Volontariato Dr. Pietro De Rosa
Funzione 4 Materiali e mezzi Domenico De Biase
Funzione 5 Servizi essenziali e attività scolastica Dott.ssa Anna Damiano
Funzione 6   Vedi f.2
Funzione 7 Strutture operative locali – Viabilità e ordine pubblico Dr. Gaetano Alborino
Funzione 8 Telecomunicazioni Dr. Renato Ursomando
Funzione 9 Assistenza alla popolazione Dott.ssa Carmen Ponticelli

 

Il Comune di Caivano, ai sensi degli artt. 33 e seguenti del D.Lgs. n. 1/2018, ha deciso di avvalersi del supporto di tre associazioni:

  1. Croce Rossa Napoli Nord;
  2. Associazione Volontari Vigili del Fuoco in congedo di Caivano, ANVVFC Delegazione di Caivano;
  3. Guardie Ambientali d’Italia, distaccamento di Caivano.

Le tre associazioni sono andate a formare, quella che in gergo tecnico si chiama Unità di Crisi, istituita presso i locali della Biblioteca Comunale di Pascarola.

È proprio sull’Unità di Crisi che vogliamo soffermarci in questo articolo ponendoci una serie di interrogativi e cercando, laddove possibile, di darci delle risposte.

Partiamo dalla struttura dove sono allocati mezzi e volontari delle associazioni sopra menzionate.

LA STRUTTURA

L’Unità di Crisi che ha il compito di gestire le emergenze che si presentano, sotto il coordinamento generale del Coc e dell’addetto al coordinamento della funzione di supporto, dovrebbe essere allocata in una struttura centrale al paese, efficiente, fornita di tutti gli strumenti necessari, ma soprattutto sicura.

Proprio la sicurezza dovrebbe essere il primo metro di giudizio perché non si può rischiare di esporre i volontari a pericoli.

Peccato che la struttura di Pascarola, oltre a presentare disservizi igienici, mancato funzionamento del sistema di areazione interna, uscite d’emergenza bloccate perché malfunzionanti, maniglioni antipanico, vetri rotti, si presenta in maniera, assai evidente, molto pericolosa a causa delle lesioni dei vetri della parete d’ingresso, una parete totalmente in vetro.

Non vogliamo, anzi stentiamo, a credere che qualche tecnico abbia certificato la sicurezza di tale struttura.

Per non parlare dell’atrio, che si presenta con una lunga serie di elementi che mettono a repentaglio la sicurezza degli operatori volontari.

LA COMPOSIZIONE

Tuttavia, non ci è dato, ancora sapere con quali criteri siano state scelte le associazioni che costituiscono l’unità di crisi, perché riteniamo insufficiente sapere che sono state prese dall’albo. ( All’Ente, nello specifico al dott. De Rosa era arrivata anche richiesta dalla Croce Rossa di Frattamaggiore, non presa mai in considerazione)

Le associazioni, ad eccezione della Croce Rossa Italia per la quale si presuppone una grande organizzazione e formazione, presentano tutte i requisiti tecnici e professionali per affrontare questa emergenza?

Sono tutte fornite di apposite polizze assicurative per la tutela dei volontari?

Quanti volontari sono presenti al giorno nella struttura? Chi controlla che essi svolgano regolarmente i propri turni?

Quello che ci è apparso veramente vergognoso è stata la chiusura del centro operativo dell’Unità di Crisi del Comune in data 1 maggio.

Ci vogliono, forse, far credere che questi volontari servano ogni giorno, ma non di domenica, oppure nelle festività come il 1 maggio?

Insomma, a noi, pare davvero assurda la gestione di questa emergenza.

I COMPENSI

Si è sempre saputo, anche a norma della Legge 266/91, che i volontari hanno diritto al rimborso spese per i costi sostenuti per i trasporti e per i pranzi/cene.

Si fermeranno qui i rimborsi? Oppure ci ritroveremo dei rimborsi di materiale acquistato, ma non autorizzato dalle autorità preposte?

Non vorremmo trovarci all’indomani a spesare detersivo, guanti, mascherine e materiale vari non autorizzato dai vari capi settore del Comune di Caivano.

Quanto ci costano i volontari? Anticiperà il comune le somme? Chi rimborserà i materiali vari acquistati, non si a quale titolo, da alcune associazioni?

I MEZZI

Non ci è dato ancora sapere quali siano i mezzi autorizzati per lo spostamento dei volontari, per la consegna delle spese e per le commissioni varie svolte dalle organizzazioni operanti.

In particolare, non abbiamo ancora capito se nell’espletamento delle operazioni di routine siano autorizzati mezzi di proprietà di terzi, ossia né delle associazioni né dei volontari.

Non è passato, infatti, inosservato l’utilizzo di un mezzo, che in un paio d’occasioni si è occupato della pulizia delle strade, un mezzo anche da noi seguito durante alcune operazioni.

Facendo alcune verifiche, questo mezzo, sarebbe sprovvisto di apposita polizza assicurativa dalle ore 24 del 29/04/2010.

Ci auguriamo che quanto da noi accertato, possa essere, quanto prima smentito.

Il Comune possiede un elenco dei mezzi utilizzati? Ha richiesto i certificati di omologazione degli stessi e le apposite coperture assicurative?

Ai cittadini di Caivano è stato chiesto grande rispetto delle regole, ma la Commissione Straordinaria continua ad operare in un clima buio e poco chiaro, poco trasparente, a tratti poco legittimo, continua a dare poche risposte alla città.

 

 

 

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Ciro Pisano
Quando si agisce cresce il coraggio, quando si rimanda cresce la paura. Il suo percorso giornalistico è una continua azione a colpi di penna e battute: così ha deciso di far crescere il coraggio in lui. Ama definirsi un giornalista scomodo e amante della verità. Ciro Pisano, giornalista pubblicista dal 2018, ha studiato e si è formato come addetto alla comunicazione, in particolare modo a quella legata a progetti sociali. Diverse le collaborazioni che lo hanno portato al mondo dell’informazione e del giornalismo, da sempre impegnato nel giornalismo di frontiera e legato ai grandi movimenti di sinistra. Fautore del blog adaltavoce.eu, collaboratore nel passato con ilgiornaledicaivano.it ha collaborato con entusiasmo a più riprese con linterferenza, blog d’informazione libera ed indipendente!

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