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Caos al cimitero, disattesa l’ordinanza commissariale, rischio contagio

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Il Cimitero Comunale di Caivano, così come tutti i cimiteri dei comuni d’Italia, è rimasto chiuso al pubblico per l’intero periodo dell’emergenza epidemiologica da covid-19 per evitare rischi di contagio nella ormai, quasi superata, fase 1.

Con il “passaggio” alla fase 2 e con le nuove disposizioni del Governo e della Regione Campania, i comuni, sollecitati dai cittadini, hanno riaperto i cimiteri comunali al pubblico per consentire alle persone di recarsi in visita dai propri defunti.

Inutile divagare, il culto della morte in Italia, ma soprattutto nelle regioni del sud è molto sentito. Sarebbe impossibile e impensabile precludere la possibilità di recarsi al cimitero per far visita agli affetti più cari che non ci sono più, per altri mesi ancora.

Molti comuni hanno riaperto i battenti e regolamentato l’accesso nei più disparati modi, controllando il rispetto delle regole, l’utilizzo della mascherina e il rispetto delle distanze interpersonali imposte dagli scienziati congiuntamente alle autorità preposte.

La Commissione Straordinaria del Comune di Caivano, in data 5 maggio 2020, con Ordinanza Commissariale n. 11544 disponeva la temporanea riapertura come segue:

  1. Dal 7 all’11 maggio, dalle ore 08 alle ore 13 e dalle ore 15 alle 18;
  2. Dal 12 al 17 maggio, con orario normale del cimitero comunale.

Oltre a regolarne l’apertura, in termini di giorni e di orari, la Commissione Straordinaria ordinava che l’ingresso al cimitero comunale avvenisse solo per i visitatori in possesso di DPI, ossia mascherine e guanti.

Si ordinava, inoltre, l’accesso di 200 persone ogni 30 minuti, e si disciplinavano le modalità di attesa nel rispetto delle misure di distanziamento sociale di almeno un metro tra le persone sia all’interno dell’area cimiteriale che all’esterno, fermo restando l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale.

A controllare il rispetto di tali norme e regole avrebbe dovuto essere il personale della Polizia Locale e i volontari della Protezione Civile, congiuntamente ai dipendenti del cimitero.

Fin qui, nessun problema. Peccato che tra il 7 e l’11 maggio, ricade la giornata odierna, ossia domenica 10 maggio, festa della mamma.

Alle ore 10.30 tutte le strade che circondano il cimitero comunale si presentavano piene zeppe di autoveicoli, chiaramente in divieto di sosta e contro senso di circolazione, dalle quali uscivano intere famiglie, molte munite di mascherina, ma molte senza.

Conteggiando le autovetture in sosta, era di facile comprensione il numero delle persone presenti all’interno dell’area cimiteriale, considerato che erano pochissime quelle nei paraggi dell’ingresso.

Oltre 400 autovetture in sosta, dalle quali scendevano corpose famiglie, composte in media dai 3 / 4 individui.

Tutto ciò considerato, appare palesemente violata la prescrizione che consentiva l’accesso a sole 200 persone.

Uno dei primi quesiti che ci poniamo è sulle modalità di controllo dell’ingresso all’area cimiteriale. Qualcuno si chiederà: come sono state conteggiate le persone? Abbiamo pensato ad un sistema d’accesso con conta persone, ma così non è stato.

Anche noi, dunque, ci siamo improvvisati visitatori, abbiamo parcheggiato l’auto e muniti di dispositivi, quali guanti e mascherina, abbiamo provato a documentare ciò che avveniva all’esterno e all’interno del cimitero.

 

Grossi assembramenti di persone, distanziamento sociale palesemente violato, cittadini privi di guanti come prescritto dall’ordinanza commissariale, ingresso libero senza controlli dei volontari della protezione civile o della Polizia Locale, che era impegnata a gestire il traffico veicolare.

 

Appena parcheggiato, abbiamo iniziato a scattare qualche foto, i cancelli sono stati subito blindati al nostro arrivo e l’accesso consentito a 10 persone alla volta, peccato che entrando abbiamo notato ciò che nessuno penserebbe mai.

L’Ordinanza della Commissione Straordinaria prevedeva sia all’interno che all’esterno l’utilizzo di guanti, mascherina e distanziamento interpersonale.

Qualcuno controllava all’interno del cimitero il rispetto di tali prescrizioni? No, all’interno del cimitero non abbiamo trovato nessun volontario, dipendente dell’ente o membro della polizia locale a controllare i frequenti assembramenti e le tantissime persone che vagavano, o si intrattenevano a parlare con altre, senza la mascherina di protezione e senza i guanti, previsti dall’ordinanza commissariale.

La nostra presenza all’interno del cimitero comunale ha fatto scattare l’ira del personale addetto ai lavori che con qualche apprezzamento espresso da qualche membro della protezione civile come “sporco giornalista” o quale pacca sulla spalla da parte di uno dei responsabili della protezione civile quasi come a dire “state attenti”.

Non appena abbiamo lasciato il cimitero e abbiamo cessato di filmare e fotografare si è ritornati ad entrare senza criterio e senza controlli, superando il numero di utenti previsti per l’ingresso e senza rispettare la prescrizione che prevedeva l’utilizzo di guanti e mascherina.

La giornata odierna si aggiunge, a scene di un film già visto dove il tema principale resta l’inefficienza amministrativa, l’inesistente controllo delle prescrizioni in tema di salute pubblica e la mancata attenzione da parte della Commissione Straordinaria, che abbiamo ritrovato, d’altronde già assembrata durante la festività del 25 aprile.

A Caivano non è cambiato nulla dopo mesi di commissariamento e dopo anni di cattiva gestione politica dell’Ente.

Si continua a richiedere ai cittadini il rispetto delle norme, ma si continua a violarle in prima persona, così come la Commissione Straordinaria, i funzionari, gli organi di controllo e la, ormai, famigerata “protezione civile”.

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Ciro Pisano
Quando si agisce cresce il coraggio, quando si rimanda cresce la paura. Il suo percorso giornalistico è una continua azione a colpi di penna e battute: così ha deciso di far crescere il coraggio in lui. Ama definirsi un giornalista scomodo e amante della verità. Ciro Pisano, giornalista pubblicista dal 2018, ha studiato e si è formato come addetto alla comunicazione, in particolare modo a quella legata a progetti sociali. Diverse le collaborazioni che lo hanno portato al mondo dell’informazione e del giornalismo, da sempre impegnato nel giornalismo di frontiera e legato ai grandi movimenti di sinistra. Fautore del blog adaltavoce.eu, collaboratore nel passato con ilgiornaledicaivano.it ha collaborato con entusiasmo a più riprese con linterferenza, blog d’informazione libera ed indipendente!

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