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Il legame tra Mons. Andrea Mugione e la Madonna di Campiglione narrato nel suo stemma

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Il 26 Febbraio di quest’anno ha improvvisamente lasciato questo mondo S.E. Mons. Andrea Mugione, nostro concittadino caivanese; il quale da diversi anni era tornato a vivere a Caivano, avendo lasciato la guida dell’Arcidiocesi di Benevento, per sopraggiunti limiti di età.

Come suoi concittadini vogliamo ricordare la sua persona sottolineando un aspetto che lo vede legato alla nostra Patrona: la Madonna di Campiglione. Questo legame è descritto nella simbologia teologica del suo stemma episcopale.

stemma episcopale di Mons. Mugione

Lo Stemma Episcopale di Mons. Mugione presenta all’interno dello scudo la rappresentazione di due verità teologiche: il dogma della Santissima Trinità e la Pentecoste.

In alto è raffigurata una nube, dalla quale fuoriescono le mani di Dio Padre, nell’atto amorevole di donare agli uomini il Figlio Gesù Cristo; raffigurato attraverso il simbolo eucaristico dell’Ostia, circondata da raggi luminosi, essendo l’Eucaristia la dimensione più sublime dell’amore di Dio; il quale attraverso di essa si è donato a noi in cibo, con il sacrificio del Figlio. Il dogma della Trinità esprime la natura stessa di Dio, che non si accontenta di essere solamente “uno”, ma ha scelto di essere anche “trino”; questo ci lascia intendere che l’amore di Dio non è fine a se stesso, ma esige di essere donato, per questo Dio stesso ha bisogno di un interlocutore a cui esprimere il suo amore; in questo caso il legame tra Padre e Figlio è il più grande esempio di unità e di amore. Dio Padre e Dio Figlio, insieme allo Spirito Santo formano la comunità d’amore, che è di esempio a noi, che in nome di essa veniamo battezzati.

Festa di Campiglione 1988, accoglienza a Caivano del neo-vescovo Mons. Mugione

Tra i raggi luminosi è raffigurato lo Spirito Santo sotto forma di colomba, mentre scende su Maria e gli Apostoli in preghiera. Ed è qui che Mons. Mugione associa il suo stemma all’affresco della Madonna di Campiglione.

L’antica immagine bizantina della Vergine di Campiglione è anch’essa una rara rappresentazione della Pentecoste, raffigurante Maria con gli Apostoli in preghiera. Essa contiene un particolare che ha caratterizzato lo stile evangelico di Mons. Mugione: notiamo che tutti gli Apostoli hanno in mano il Vangelo, (a differenza delle altre immagini, che lo collocano in mano solamente ai due discepoli che fanno parte del gruppo degli evangelisti). L’antico autore sembra voler evidenziare che il compito di annunciare il Vangelo non è riservato solamente  ad alcuni, ma è di tutti. Lo stesso Mons. Mugione ripeteva spesso che la Chiesa non è fatta di “cristiani di serie A” e “cristiani di serie B”, ma da un unico popolo, che pur avendo al suo interno compiti e responsabilità diverse, è partecipe di un’unica missione. Tutti, indistintamente dalla diversità del ministero e della particolarità della vocazione, siamo chiamati a testimoniare la “buona notizia” del Vangelo. L’evangelizzazione quindi non è riservata solamente al clero, ma è propria di qualsiasi battezzato.

28 Aprile 1988, Ordinazione Episcopale di Mons. Mugione nella Cattedrale di Aversa. Conferita dal Cardinale Bernardin Ghantin

In tutte le raffigurazioni della Pentecoste Maria è posta al centro, anche se la responsabilità del collegio apostolico è di Pietro, Maria assume sempre un ruolo centrale nella vita della Chiesa, ciò ha fatto si che Mons. Mugione la collocasse al centro, non solo nel suo stemma episcopale, ma soprattutto nel suo essere vescovo. Egli ha voluto evidenziare il ruolo di Maria, non solo come Madre di Dio, ma ancor di più come “Madre della Chiesa”, nell’atto di riunire attorno a sé gli Apostoli, che sono immagine di tutta la comunità dei credenti, che qui in terra rimane unita e perseverante nella fede.

Tutto quanto citato sopra è riassunto nelle due semplici parole che compongono il motto episcopale di Mons. Mugione: “communio et missio”. Ciò mi riporta ai cari ricordi di quando ero bambino; quando mio nonno si dilettava a scolpire su marmo e su legno le copie di questo stemma, ero solito chiedere : “che significa?” ed egli rispondeva: “significa comunione e missione”. La comunione è espressa nella raffigurazione della Trinità e della Pentecoste, che sono l’esempio di unità che la Chiesa è chiamata ad incarnare attraverso i suoi figli, essa non è fine a se stessa; ma esige di essere trasformata in missione, attraverso il dono dello Spirito Santo, che scendendo su di noi ci trasforma, liberandoci da ogni paura e donandoci la forza di annunciare ciò che apprendiamo dalla comunione con Cristo e con la Chiesa.

Mons. Mugione mentre consegna il pastorale della Chiesa di Benevento al suo successore Mons. Felice Accrocca

Nel descrivere questo legame teologico e filiale tra Mons. Andrea Mugione e la Madonna di Campiglione non posso fare altro di apprendere il suo modo di percepire Dio, attraverso la descrizione del suo stemma, che è stato da lui stesso ispirato, facendosi promotore del cammino di apertura che la Chiesa ha iniziato con il Concilio Vaticano II. Mi compiaccio di aver conosciuto nella sua persona un grande testimone credibile del Vangelo, che ha sempre lavorato per la comunione all’interno della Chiesa e che ha sempre promosso la sua “uscita” missionaria nel mondo. Non solamente con le parole, ma soprattutto con l’esempio e tante volte anche con il silenzio, che ha sempre fatto di lui un uomo saggio e timorato di Dio.

Biagio Mugione

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