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Storia e tradizioni a Caivano, l’antico rione “O vico e sgarro”

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In origine il Rione “O vico e sgarro” comprendeva via Faraone via Braucci e via Domitilla. Il luogo diede vita a dei caivanesi, che negli anni si sono distinti contribuendo a scrivere la storia del nostro paese. A via Faraone, Andrea Pietronudo e Domenico Lanna, Gaetano Antonio Di Mauro, Niccolò Braucci a via Braucci.

Andrea Pietronudo

Il Pietronudo, conosciuto con il celebre nome “Andrea cap e’ chiuov”, era alto e smilzo, scuro di pelle e la sua casa era la strada, mentre la sua famiglia tutta la gente che incontrava per strada. Lo si notava di notte, di giorno, d’estate abbandonato con il cappello, il cappotto e la sciarpa e d’inverno con abiti leggerissimi.

Aveva un sesto senso di una persona non comune: lui un analfabeta, con un’intelligenza limitata, riusciva ad essere sempre presente ad ogni evento funebre partecipandovi afflitto e addolorato. Era unico e particolare, ben voluto da tutta Caivano e quando morì nel 1984 dietro la sua bara portata a spalla, c’era tutta la popolazione.
È sepolto in un mausoleo nei pressi della chiesa cimiteriale, di sicuro ha lasciato tanti ricordi ai caivanesi di una certa età.

Domenico Lanna

Sempre a via Faraone, nacque nel 1834 Domenico Lanna. Fu il primo a raccontare le origini caivanesi evidenziandole nel libro “Frammenti storici di Caivano” e nell’introduzione dichiara che se il popolo non ha una storia propria, non è a conoscenza di sé e difficilmente migliora perché non potendo confrontare il passato al presente, non lo può proporre come esempio di imitazione.

Gaetano Antonio Di Mauro

Al civico 45 di via Braucci, nacque nel 1819 Gaetano Antonio Di Mauro, mio diretto antenato. Fu un insigne pittore, la sua specifica era dipingere sulle maioliche. Troviamo svariate opere in chiese e in piazze, le più interessanti si possono visionare nel chiostro di Santa Chiara, una in particolare a rappresentare due angeli accanto Nostra Signora di Lourdes, Calata di Capodichino.

Niccolò Braucci

Al civico 51,  il 5 ottobre 1719 nacque Niccolò Braucci figlio di Antonio ed Angela Angelino, ricchi proprietari caivanesi. In gioventù venne educato prima dallo zio Francesco, parroco di Caivano e poi frequentò il seminario di Aversa, laddove completò gli studi superiori, avendo come compagni di istruzione Girolamo Serao ed il grecista Paolo Moccia di Frattamaggiore. In Napoli compì gli studi delle Scienze Naturali e si laureò in Medicina presso l’Università degli Studi insieme con Francesco Serao e Domenico Cirillo. Medico naturalista fu il primo ad ideare ed estendere il progetto all’attuale orto botanico, fu professore di storia naturale napoletana, e membro della società botanica di Firenze. Fu il primo a scoprire l’ inoculazione di vaiolo nel corpo umano. Scrisse la storia della Campania sotterranea, morì Il 19 gennaio 1774 non lasciando nessun erede ufficiale perché mai si  sposò; in compenso sono rimaste poesie, poemi, otto libri e la strada a lui dedicata.

Palazzo Spinelli

Nel gomito di via Domitilla e Braucci, si può visionare una facciata seicentesca di un palazzo che si chiama Spinelli che fu costruito nel 1672 dal duca suddetto e dove abitò fino alla morte. Dalla moglie Silvia aveva ereditato Il Feudo caivanese dei Barile avendone sposato la figlia

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