Home Cronaca Videosorveglianza, solo spot politici. Stop Biocidio Caivano, unico movimento attivo

Videosorveglianza, solo spot politici. Stop Biocidio Caivano, unico movimento attivo

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Ieri mattina al Comune di Caivano è andata in scena un qualcosa di fuorviante sulle videocamere che dovranno monitorare il territorio per contrastare il fenomeno dei roghi tossici, questo il pensiero degli attivisti di Stop Biocidio Caivano, in campo da anni per la salvaguardia dei problemi ambientali del paese, a differenza di politici che si fingono ambientalisti.

Tanta propaganda comunicativa da social da dare in pasto alle cittadine e ai cittadini caivanesi, il duro sfogo di Domenico Laurenza, sempre in prima linea per Caivano e a difesa dell’ambiente, per avere risalto nella risoluzione dell’annoso problema dei roghi tossici,quando l’arrivo delle suddette videocamere e’ da ricercare esclusivamente a tre fattori determinanti:

  • 1– Alla disponibilità di un fondo: ISTITUITO DAL COMMA 323 DELL’ARTICOLO 2 DELLA LEGGE 24 DICEMBRE 2007,N.244 (LEGGE FINANZIARIA 2008). Quindi, grazie al menzionato fondo della legge finanziaria del 2008 che si sono trovate le risorse per le videocamere e NON AD ALTRO.
  • 2– Le suddette telecamere sono state adottate in un accordo di programma, nel mese di Luglio dell’anno scorso(2020), tra Il Ministero dell’Ambiente, il Prefetto di Napoli, l’Incaricato del Ministro dell’Interno per il contrasto del fenomeno dei roghi tossici nella regione Campania, la Commissione straordinaria del Comune di Caivano e il Commissario Prefettizio del Comune di Giugliano in Campania.
  • 3– Le innumerevoli manifestazioni e incontri con i vari livelli istituzionali, prodotti in questi ultimi dieci anni. Presentando una piattaforma rivendicativa, con l’apertura permanente di tavoli tecnici, di nostra visione politica e di partenariato istituzionale al Ministero dell’Ambiente, da parte delle associazioni, dei comitati, dei presidi permanenti e delle realtà civiche, presenti nei vari territori delle Province di Napoli, Caserta, nonchè della regione Campania e appartenenti al movimento “STOP BIOCIDIO”.
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