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Assistenza sanitaria in crisi. Caos agli ambulatori, minacce e denunce ai pazienti

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Emergenza sanitaria ancora in corso, nonostante i dati rassicuranti pubblicati dal bollettino della Protezione Civile, che ogni giorno la Regione Campania propina ma che poi rammenda ai cittadini l’importanza dell’utilizzo della mascherina e del valore della campagna vaccinale.

I dati statistici però non devono sostituire i dati reali. Anche l’estate non ci ha risparmiati dal Covid, e non solo, anche se i contagi sono tenuti “sotto controllo”, c’è chi ancora sente il diritto di replicare e di vederci “chiaro”. In estate, il rapporto medico-paziente a cui ci siamo tutti abituati viene meno. Manca un’assistenza quotidiana perché molti medici di famiglia vanno in vacanza per mesi, altri che sostituiscono non riescono a seguire tutti i pazienti ed altri lavorano, non sempre, con i giusti criteri.

Il sistema sanitario è al collasso

La verità è che il sistema sanitario è al collasso. Secondo alcune testimonianze raccolte da medici, farmacisti e infermieri, gli ospedali, così come gli ambulatori, sono strapieni. Persone che fanno i conti con gli effetti collaterali dei vaccini, altre che sono risultate positive al Covid e non hanno ricevuto la dovuta assistenza sanitaria, senza trascurare che le condizioni climatiche peggiorano lo stato psico-fisico dei pazienti.

“Non ci fanno entrare nemmeno per chiedere una cosa. Secondo voi è normale essere trattati come bestie? Sembriamo dei deportati in fila ad attendere il nostro turno, quando dovrebbe essere un diritto essere assistiti. Il sistema sanitario queste cose le riconosce?” Queste e tante altre lamentele da parte dei cittadini in attesa.

A Caivano

Tutti in fila, con mascherine, prenotano la propria consulenza, visita o prescrizione medica, e attendono all’esterno degli edifici, litigando con il personale medico o altri in modo disciplinato si arrendono al “tragico” destino, di un’attesa senza tempi definiti.

Uno scenario che è visibile nell’area Nord di Napoli. Tra Caivano, Crispano, Cardito, Arzano, Casoria, la situazione cambia poco. Oggi, secondo le nuove normative stabilite per i distretti sanitari e seguendo le indicazioni stabilite dal Ministero della Salute, i cittadini devono sostare all’esterno degli edifici, per evitare “assembramenti”.

Intanto, però, il loro stato di salute viene meno. Condizionatori che perdono acqua e che bagnano chi sta già in fila da ore sotto il sole, passa un’intera mattinata così e scappa anche qualche risata. Mentre alcuni cittadini di Caivano attendono file eterne, a Melito scoppia un caso.

A Melito

In un mese si sono ripetuti diversi episodi di violenza al presidio di Continuità Assistenziale di Melito di Napoli, Distretto 40, ASL Napoli 2 Nord. Durante il turno notturno di venerdì 30 luglio si sono presentati in presidio una coppia; la signora aveva una forte tosse e nonostante i medici di turno avessero informato la paziente che con sintomi respiratori, senza un tampone negativo per Covid eseguito nelle ultime 48 ore, che non avrebbe potuto accedere alla postazione, quest’ultima in maniera insistente ha preteso di essere visitata, dichiarando che il suo medico di famiglia nel pomeriggio l’aveva invitata a rivolgersi al servizio di Continuità Assistenziale.

Il giorno seguente i coniugi hanno comunicato telefonicamente di essere positivi al Covid, parlando con il dottor Manzo, che ha giustamente sottolineato la gravosa conseguenza di un comportamento superficiale, che andrebbe sempre evitato durante una pandemia, come risposta Manzo ha subito minacce di percosse del marito della paziente. L’episodio è stato denunciato ai carabinieri della tenenza di Melito.

Sulla vicenda è intervenuto il dottor Salvatore Caiazza, rappresentante dei Medici di CA del presidio di Melito, Distretto 40 ASL Napoli 2 Nord: “Premesso che al servizio di Continuità Assistenziale si accede esclusivamente per chiamata telefonica, ai sensi dell’ACN della Medicina Generale 2005, art. 67 comma 1 e 3, durante una pandemia è tassativamente vietato entrare in contatto con medici, che sono dei potenziali vettori del virus, se non strettamente necessario”.

Le dichiarazioni:

“Ancora una volta la condotta menefreghista ed egoista di alcuni cittadini a Melito ha messo a serio rischio la tutela della Salute dell’intera cittadinanza. In più tali cittadini hanno minacciato uno dei medici di turno, che semplicemente ha messo in evidenza che un modus operandi poco attento può avere gravi conseguenze. Ci aspettiamo e siamo fiduciosi che questa volta l’Ordine dei Medici-Chirurghi della Provincia di Napoli e le Organizzazioni Sindacali di Categoria prendano una posizione ferma e sollecitino la Prefettura di Napoli a prendere dei provvedimenti seri, affinché i medici di Continuità Assistenziale di Melito vengano una volta e per tutte tutelati e che le Istituzioni facciano in modo di sensibilizzare la Cittadinanza a rispettare le regole di accesso al servizio di Continuità Assistenziale e l’opportuna condotta durante la pandemia, facendo in modo di seguire le elementari regole di Sanità Pubblica”.

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