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Bilancio di fine estate

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In una seduta pubblica del consiglio comunale di fine febbraio di quest’anno l’attuale sindaco di Caivano, Enzo Falco annunciò di voler essere giudicato a partire dall’approvazione del bilancio di previsione 2021 e che l’atto sarebbe stato approvato da lì a qualche giorno.
Si sa che tra il dire e il fare ci corre il mare. Passarono i mesi e si arrivò alle festività pasquali e si sa quanto sia difficile conciliare i numeri, che per loro natura sono testardi e aridi con i casatielli, l’agnello, i maccheroni al forno, la pastiera e leccornie varie.

L’approvazione del bilancio slittò a giugno per far quadrare i numeri (così si disse) poi arrivarono le fibrillazioni nella maggioranza che sfociarono in una crisi incomprensibile ai più. Poi abbiamo assistito (attoniti) al più maldestro tentativo di sfiduciare il sindaco e sciogliere il consiglio che si ricordi in epoca recente.
Rientrato il tentativo di golpe nessuno parlava più di bilancio che veniva accantonato in un limbo come un tema sgradevole di cui nessuno voleva parlare.
In primis veniva la necessità di ricucire il quadro politico uscito dalle elezioni di settembre 2020 quindi il via a riunioni su riunioni incontri informali conciliabili semisegreti. Tutto finalizzato a ridefinire il perimetro della maggioranza politica.

In particolare c’era (e c’è) la necessità di premiare il gruppo di Forza Italia che con il ‘suo senso di responsabilità ‘ ha impedito lo scioglimento del consiglio comunale e il commissariamento del comune.
Forza Italia definita dalle forze di maggioranza un coacervo di soggetti inaffidabili se non addirittura impresentabili veniva elevato al rango di forza politica ‘responsabile’: in politica mai dire mai.
In attesa di capire come finirà quello che appare ai più una tragicomica che una crisi politica e che potrebbe fornire cospicuo materiale per un’indagine clinica sullo stato di salute mentale della classe politica locale, il bilancio di previsione 2021 approderà nella sala consiliare a fine agosto. Una decisione che sicuramente sarà annoverata negli annali della politica locale. Mai un bilancio di previsione è stato approvato a fine agosto quando si suppone che i cittadini provano a godersi qualche giorno di riposo.

È facile prevedere che il bilancio verrà approvato a larghissima maggioranza nel disinteresse generale dei cittadini, salvo qualche sprovveduto e temerario che vorrà avventurarsi ad assistere alla seduta consiliare sfidando calura e infarto.
L’assessore al ramo relazionerà snocciolando dati che hanno poco di comprensibile per le persone non addette ai lavori. Il sindaco ci infliggerà il solito trito e ritrito discorso: le difficoltà che ha ereditato, che non possiede la bacchetta magica e al finale l’accorato appello a superare la stagione dei veleni e dei sospetti e a lavorare con cordialmente per il bene del paese.
I consiglieri afflitti dalla calura voteranno svogliatamente. Il bilancio sarà approvato e tutto sarà rimandato a settembre. Il sindaco uscirà ringalluzzito dalla prova e penserà (a torto) di essere un politico arguto e lungimirante.

Se questo è lo scenario di quello che potrebbe accadere avanziamo una proposta: perché non organizziamo la seduta consiliare direttamente da remoto?

I consiglieri comunali potrebbero direttamente dalle località di villeggiatura interrompere per qualche istante le loro occupazioni vacanziere (giochi d’acqua e di spiaggia) per esprimere il loro voto con un click. Esaurita la votazione i nostri ‘consiglieri comunali ‘ potrebbero tornare a rinfrescarsi nelle chiare e fresche acque, non dimenticando di deliziarsi fra una pausa e l’altra con frutti di mare, frittatine, lasagne, fette di cocomero e la sempre verde e apprezzata pasta e patate con la scorza di formaggio e per i buongustai un bel panino salsiccia e friarielli.
Il tutto ovviamente innaffiato con i rinomatissimi vini locali (il rinomatissimo o’ vino piccirill)
Si sa è stato un anno (amministrativamente parlando difficile e impegnativo) per cui occorre riposarsi e ritemprarsi. Quello che non potranno fare moltissimi cittadini di Caivano oppressi da miasmi, roghi, strade impraticabili, rifiuti abbandonati ecc.
Ma questo è un discorso disfattista bisogna pensare sempre sempre positivo perché al peggio non c’è mai fine.

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