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Diventiamo tutti un pò folli!!!

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L’opinione pubblica in questi giorni è stata scossa da una serie di eventi di attualità, che hanno toccato il mondo della politica e della giustizia. E’ di qualche giorno fa la notizia della vicenda giudiziaria di Morisi, il capo degli addetti della comunicazione di Salvini, seguita da quella della condanna a 13 anni e 2 mesi di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e dall’inchiesta di FanPage,mandata in onda giovedì 30 settembre dalla trasmissione televisiva ‘Piazza Pulita’ di Corrado Formigli.

Si tratta di tre vicende diverse, ma emblematiche di un clima e di un modo di sentire dei nostri attuali governanti.

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Non vogliamo discutere le debolezze umane di Morisi, nè delle sue vicende giudiziarie, ma non possiamo sottacere che Morisi, fino a pochi giorni fa, è stato a capo dello staff della comunicazione di Salvini e, di lui, al Viminale, fu consulente e collaboratore, pagato con i soldi pubblici, durante il mandato del segretario della Lega come ministro dell’interno.

Una comunicazione aggressiva, sprezzante della dignità dei vivi e della pietà verso i morti: basti pensare alle pubbliche offese, volgari e sessiste, a Laura Boldrini, all’epoca presidente della Camera, alle vergognose insinuazioni sulla morte di Stefano Cucchi, alla citofonata, ripresa da tutte le televisioni, di Salvini da ministro dell’interno, ad un presunto spacciatore di colore, durante una campagna elettorale.

 


La trasmissione ‘Piazza Pulita’ con l’inchiesta di un giornalista di FanPage, che, sotto copertura, si è introdotto tra i vertici di ‘Fratelli d’Italia’, ha rivelato le volgarità, il razzismo più becero, l’apoteosi di Hitler e del fascismo, gli insulti agli ebrei e ai negri, l’uso di fondi neri per le campagne elettorali, pratica, in verità, comune probabilmente a tutti i partiti.

Ciò che è avvilente è la mancanza totale del senso del pudore e la compiacenza nell’offendere e denigrare gli altri.

 


Nello stesso giorno è stata data la notizia della condanna a tredici anni e due mesi a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, sicuramente colpevole di abusi, di appropiazioni indebite e altri reati, commessi non per vantaggi personali, (Mimmo Lucano non ha intascato personalmente nemmeno un euro), ma per solidarietà, inclusione, integrazioen degli immigrati.Tale immigrazione ripopolò Riace: infatti le sue abitazioni diroccate e fatiscenti, perchè abbandonate dai calabresi emigrati nella prima metà del ‘900 nell’Italia del nord o in Europa, in cerca di lavoro, offrirono ospitalità a masse di diseredati, provenienti da oltre oceano, che cercarono di costruirsi una vita, lavorando onestamente. Sicuramente colpevole per i reati commessi, Mimmo Lucano è stato condannato ad una pena doppia di quella richiesta dal pubblico ministero, uguale ed anzi superiore a quella comminata a tanti autori di omicidi ed anche di femminicidi.

Quali considerazioni ho tratto da queste vicende?

E’ opinione comune che colui che fa politica è libero delle sue azioni nella vita privata, di cui non deve dar conto a nessuno, e che la politica prescinde dall’etica.

Credo che non ci sia bestialità peggiore.

Ho operato nel mondo della scuola per 47 anni ed ho ricoperto il mandato di sindaco per due anni e mezzo. Da educatrice e da amministratrice ho sempre cercato di essere un esempio ed un modello per i miei alunni, i miei insegnanti, i miei concittadini.

Ripetevo continuamente: ‘I giovani ci osservano, ci scrutano, ci imitano; siamo educatori (dal latino ‘educere’, far venire fuori)’.

Visita onorevole Violante 2 marzo 2000

Dobbiamo trarre il meglio da loro; il nostro non è un lavoro come tutti gli altri, non abbiamo davanti pratiche burocratiche, pezzi di una macchina, ma persone, che, dalla più tenera età, vanno osservate, curate, educate, perchè possano formarsi e diventare uomini onesti e cittadini laboriosi, rispettosi e responsabili.

I cittadini che hanno dato un mandato ai politici, hanno affidato loro il presente, ma soprattutto il futuro  dei loro figli. E’ necessario quindi che ci sia un rapporto di fiducia tra governanti e governati, che non può non tener conto di una morale anche privata.

Si dirà che sono un’inguaribile idealista, una visionaria, una folle; ma se vogliamo uscire dal pantano in cui ci troviamo e dal baratro in cui siamo precipitati

dobbiamo diventare tutti un pò folli.

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1 COMMENT

  1. Cara Franca come al solito le tue considerazioni pubbliche sulle vicende del nostro paese sono sempre argute e degne di attenzione e anche questa volta hai colto nel segno sottolineando la iniquità della condanna di Mimmo Lucano per quanto fatto a Riace. Io nel mio libro “un mare di speranze” ho espresso il mio giudizio sull’operato di un sindaco degno di stima e di affetto. Perciò non mi attarderò a ripetere cose già dette, ma a dare consistenza sostanziale alla affermazione di Antistene quando sostiene che gli uomini nascono uguali e vengono resi disuguali dalla legge. facendo intendere che c’è differenza tra giustizia sostanziale e giustizia formale espressa con leggi e codicilli che rende potenti quelli che la conoscono ed interpretano e deboli quelli che sono chiamati ad osservarla con riti e formule spesso incomprensibili. Insomma il senso della giustizia nasce con gli uomini, ma la voglia della conquista e mantenimento del potere rende la legge uno strumento di ingiustizia.
    Questa possibilità o pericolo non è stato preso in considerazione dai magistrati quando, giudicando l’operato di Mimmi Lucano, si sono soffermati nell’analisi burocratica e freddamente formale delle azioni di un sindaco che si trovava a fronteggiare una situazione drammatica come quella dei nuovi immigrati e e la necessità di promuove sviluppo e progresso della comunità da lui amministrata. Insomma non si sono chiesti perché Mimmo era stato costretto a violare la legge formale per soddisfare bisogni primari quali l’integrazione e lo sviluppo. Non basta sottolineare che Lucano non aveva preso nemmeno un euro e poi condannarlo ad una pena infamante del suo nome ed operato, manco fosse un mafioso o un delinquente abituale. Neanche una parola sul valore dei suoi comportamenti finalizzati a sostanziare il messaggio cristiano della fratellanza e amore per chi vive nell’insicurezza ed indigenza. Non ti pare che questa volta la tecnica giuridica si sia soffermata troppo nell’analisi di particolari secondari, sfuggendo alla presa d’atto dell’esistenza di un percorso virtuoso finalizzato all’integrazione e salvezza di quanti avevano bisogno restituendo nel contempo un ruolo ad una realtà quale quella di Riace in grave crisi sociale ed economica? forse sarebbe meglio secondo la legge dei giudici, lo spopolamento e le emigrazione delle popolazioni del Sud? Mimmo è colpevole di ciò? O va sostenuto per quanto ha fatto nell’interesse di Riace e di tutte le altre realtà povere del mezzogiorno? Se condividi con me tale idea, aiutami a far conoscere meglio la distanza che c’è tra giustizia formale e giustizia reale che alberga nel cuore degli uomini e dà forza al pensiero dei greci antichi che hanno messo a nudo la distanza abissale che c’è l’aretè e la doxa dei detentori del potere

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