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Il Parco Verde può attendere, niente finanziamento

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Quando oltre 30 anni fa fu realizzato l’insediamento abitativo denominato Parco Verde vennero impegnati materiali scadenti e cartongesso. All’epoca si disse che si doveva fare in fretta, bisognava trovare una sistemazione a migliaia di abitanti di Napoli sgombrati perchè perchè i loro edifici non avevano retto alla scossa del terremoto del 1980.

In capo a qualche anno, l’umidità cominciò a serpeggiare attraverso i muri imputrinendo le pareti. I pochi spazi pubblici curati dal commissario della gestione del post terremoto furono abbandonati all’incuria e poco dopo vandalizzati.

Il centro commerciale fu concesso in comodato d’uso alla Provincia di Napoli e divenne una succursale dell’istituto superiore. Il centro policulturale, polivalente e biblioteca fu concesso in comodato d’uso all’Asl Napoli 2 Nord.

Le uniche strutture funzionanti furono gli impianti sportivi e l’auditorium Caivano Arte. Entrambe queste strutture gestite da privati nel 2017 sono chiuse al pubblico, entrambi vandalizzati in questi anni.

Senza strutture pubbliche, senza spazi di socialità, con tassi di evasione scolastica altissimo e con una disoccupazione giovanile impressionante era pressochè inevitabile che una parte consistente degli abitanti del Parco Verde si trasformasse in manodopera per la criminalità organizzata.

Nel disinteresse generale e delle istituzioni pubbliche il Parco Verde è diventato un bubbone difficile da estirpare. Periodicamente gli organi di polizia e carabinieri intervengono con arresti e perquisizioni per frenare lo spaccio di stupefacenti.

Una battaglia difficile e non risolutiva perchè la camorra può contare su un serbatoio pressochè illimitato di persone disponibili a delinquere pur di procacciarsi un reddito.

Il finanziamento mancato

Il Parco Verde non è dissimile ad altre periferie del nostro paese. agglomerati senza qualità urbanistica, senza servizi, senza prospettive di sviluppo. Questa situazione ha indotto il governo a varare un programma nazionale sulla qualità dell’abitare (PinQua).

I comuni degli altri enti territoriali avranno 32.000.000 € da spendere nei prossimi tre anni. Il comune di Caivano ha presentato un progetto per un ammontare di 8.154.304 € per la manutenzione straordinaria e il recupero di diversi immobili ubicati al Parco Verde e altri immobili del comune ubicati a via Di Giacomo.

Il Ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibile ha comunicato che sono stati approvati 271 progetti.

Nella seduta ultima del consiglio comunale il sindaco Falco ha comunicato al civico consesso che il progetto presentato dal comune di Caivano non risulta finanziato. Una notizia che certamente non potrà far piacere agli abitanti del Parco Verde, ciò dimostra che il comune di Caivano ha enormi difficoltà a proporre progetti cantierabili.

Con l’attuale dotazione dell’ufficio tecnico comunale è impensabile che l’Ente comunale possa intercettare fondi sovracomunali. Senza l’apporto dello Stato e l’assegnazione di risorse finanziare e umane, il comune di Caivano rischia di non agganciare il treno del PNRR.

Un’occasione storica e irripetibile che potrebbe far fare quel salto di qualità a un paese che rischia di collassare e sprofondare definitivamente.

 

 

 

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