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21 marzo: Giorno della memoria e dell’impegno per le vittime di mafia

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Ogni anno, il 21 marzo, si celebra il giorno della Memoria delle vittime di tutte le mafie: tante sono le iniziative grazie al contributo di scuole, realtà sociali, associazioni come Libera, che, fondata nel 1995 da Don Ciotti, promuove la cultura della legalità.

Non a caso è stata scelta la data del 21 marzo, primo giorno di primavera, di risveglio della natura, metafora del risveglio della verità e della giustizia sociale.

Quest’anno la manifestazione nazionale si terrà a Napoli, che sarà collegata a centinaia di piazze, per dire

No alle mafie e alla corruzione.

Lo slogan scelto  Terramia – Coltura e Cultura vuole unire due dimensioni:

Terramia indica l’impegno a prendersi cura della propria comunità locale, a prestare attenzione al contesto in cui si vive e vuole essere un forte monito per tutti, ma soprattutto per coloro che curano la cosa pubblica, perchè superino ogni meschino e becero interesse personale o di parte e si facciano,  responsabilmente, carico dei reali e drammatici bisogni della comunità amministrata, sempre più fiaccata da una precaria situazione sanitaria e da una disastrosa guerra, dagli esiti tuttora incerti e forieri di sventure.

Coltura e Cultura: due parole, diverse tra loro per una semplice vocale, stanno ad indicare la coltura della terra e la cultura delle coscienze e vogliono significare un lavoro che tiene insieme l’impegno per il nutrimento della terra (coltura) e per il nutrimento delle coscienze (cultura).

Giancarlo Siani a bordo della sua Méhari verde

Ho seguito con piacere l’iniziativa tenuta il 19 scorso, a Casal di Principe, in ricordo di Don Peppe Diana nel 28° anniversario della sua barbara uccisione, cui ha partecipato, insieme a Don Ciotti e al presidente della commissione antimafia, il senatore Nicola Morra, anche il nostro don Maurizio Patriciello, sempre in prima linea nella lotta alla criminalità.

Tra i convenuti ho letto anche il nome del dott. Paolo Siani, fratello di Giancarlo, il giovane cronista de Il Mattino, barbaramente assassinato, a 26 anni, a Napoli, sotto la sua casa, la sera del 23 settembre 1985.

La sua morte, voluta dal clan camorristico di Valentino Gionta, fu un esemplare deterrente perchè non si scoprisse la commistione tra politica e camorra a Torre Annunziata.

Il libro pubblicato dalla Regione Campania con le lettere degli studenti

Si respirava, lì, in quegl’anni, un clima molto pesante, che ebbi modo di sperimentare personalmente: nominata infatti, d’ufficio, presidente della commissione degli esami di Stato di licenza media in una scuola di Torre Annunziata, dovetti essere scortata dalle forze dell’ordine per tutta la durata degli esami per essermi opposta a procedure illegali, atte a favorire la concessione del diploma di licenza media a candidati esterni, privi di requisiti.

‘Giancarlo era un giovane allegro, felice, contento, che faceva con passione il mestiere di giornalista, o almeno tentava di farlo, voleva agire e raccontare, senza essere un eroe, nè un Don Chisciotte’

Queste le parole del fratello Paolo, che ho conosciuto personalmente a Palermo nel maggio del 2002, quando, in occasione del decimo anniversario della morte di Falcone, in qualità di dirigente scolastica, fui delegata dalla Regione a rappresentare le scuole della Campania.

Progetto legalità scuola Milani (2004)

Il dott. Siani fu presente anche a Caivano nel marzo del 2004 in occasione della Settimana della Legalità, organizzata dalla scuola Milani.

La raccolta degli articoli di Giancarlo Siani, la comprensione del suo senso della partecipazione e dell’impegno per cambiare la nostra società, ricca di contraddizioni di disuguaglianze e di ingiustizia, affascinò molto gli alunni e li motivò alla realizzazione di una serie di lavori, come:

La composizione di ‘Lettere a Giancarlo’, due delle quali delle classi II D e III C dell’anno scolastico 2005-2006 furono premiate al concorso indetto dalla Regione ‘Caro Giancarlo’ lettere dei ragazzi della Campania.

La rassegna di Poesie intitolata Tic Tac…la tua macchina da scrivere batte ancora nei nostri cuori. (classe II A a.s. 2003/04)

L’articolo di Cogito con le lettere premiate

Termino questo scritto con un brano poetico, breve ma intenso e foriero di speranza, dedicato da un alunno a Giancarlo Siani:

Giancarlo

un uccellino stroncato dal proiettile di un cacciatore.

Il suo volo non è finito.

Sarà guida per i giovani…

che oggi sperano…!

                  Angelo Vetrano (II A – Scuola Media ‘L.Milani’ Caivano – A.S. 2003/2004)

L’articolo de Il Mattino
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2 COMMENTS

  1. Franca ancora hai colto nel segno. Richiamare l’attenzione sulla necessità di opporsi alla camorra è un dovere civico e tu lo assolvi con passione e lungimiranza. peccato che non sei più il sindaco del nostro paese. Avresti sicuramente curato non solo l’immagine della tua città ma la sostanza che richiede un impegno purtroppo oggi assente. Non basta declamare o annunciare ma fare e fare bene nell’interessi di tutti. Tu sei l’esempio concreto di quanto andrebbe fatte per ricordare il sacrifico delle vittime della camorra. hai sensibilizzato i tuoi allievi e i cittadini senza clamori, ma con convinzione e passione civile. Quanto ad oggi bisogna prendere atto che per l’azione criminosa messa i atto nei confronti di Don maurizio si sono allertati in tanti dalla commissione antimafia al Presidente della Repubblica. manca solo la partecipazione convinta dell’attuale amministrazione comunale. Forse è impegnata in una nuova disputa interna per il calcolo delle poltrone da assegnare sulla scorta del nuovo peregrinare dei consiglieri della maggioranza? Insomma Franca ci manchi e si vede!

  2. Ci vorrebbe una persona come lei, cara Preside Falco, in ogni istituzione presente sul territorio.
    Solo così si potrebbe sconfiggere il male che ci circonda e che ci rende vittime di un sistema denigratorio dove “i buoni” fanno fatica ad uscirne salvi. Anche io in quel lontano 2005 apportai con i miei alunni un contributo per la legalità tanto desiderata sul territorio e nelle nostre menti.
    Contributo mai smesso per far sì che i nostri alunni crescessero con la mente libera da condizionamenti malavitosi.

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