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Il Sindaco di Caivano e il giro di valzer sulla quinta rata della TARI non restituita.

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Fino a che un popolo è costretto ad obbedire e obbedisce, fa bene; non appena può scuotere il giogo e lo scuote , fa ancora meglio!
 “Jean Jacques Rousseau”

Ancora una volta il nostro beneamato sindaco ha perso l’occasione di affrontare i problemi del paese che è stato chiamato a governare dal voto popolare con la necessaria cura e imparzialità. 

Con un non fortunato Bla Bla Bla, invece di dire come stanno le cose ha continuato a girare attorno alla mancata restituzione della quinta rata agli aventi diritto e imposta ai cittadini incolpevoli dai commissari al Comune di Caivano pro tempore, con violazioni delle norme,  e perciò sonoramente bocciate dal TAR.

Trattandosi di una cosa illecita come stabilito dal tribunale, il Sindaco, avrebbe dovuto operare nel rispetto della legge e restituire il maltolto, invece ha postato un suo messaggio che la dice lunga sulle sue reali intenzioni.  Infatti, in polemica con il  giornale locale e con possibili maitre a penser,  informa i cittadini che, più di mille famiglie stanno godendo della esenzione dal pagamento della TARI, senza nulla dire circa il vero materiale del contendere, rappresentato dalla dovuta restituzione di quanto entrato nelle casse comunali in modo illecito.

In compenso, grazie a tale grossolana svista, adesso sappiamo che a fronte di circa 11.000 contribuenti, circa il dieci per cento non paga e, come da me sostenuto in un precedente articolo, la restituzione dei soldi ai legittimi proprietari resta un miraggio, per cui  bisognerà aspettare le calende greche senza poter sapere nulla del sapore o profumo  dei propri soldi, tranne che forse hanno preso strade diverse a vantaggio di altri.

La cosa sorprendente è che il sindaco si vanti di ciò come se fosse un titolo di merito!

E non un atto dovuto in omaggio ad un regolamento comunale adottato in ossequio di una legge… Purtroppo a Caivano c’è chi riceve e chi deve dare come se si trattasse di  regalie del potere e non di decisioni adottate per difendere i deboli dalle insidie del male di vivere. Meglio sarebbe stato se il Comune avesse classificato i vari cittadini che hanno potuto beneficiare di tale beneficio e stabilire se tra questi si annidino falsi beneficiari e percettori di un reddito di cittadinanza dai contorni sospetti come già avvenuto in altri casi, ma tant’è.

Come già detto mala tempora currunt

e

Sic stantibus rebus si salvi chi può !

Quello poi che emerge

è la presenza di una preoccupante questione sociale che nelle analisi degli autori delle porte girevoli è completamente assente.

Insomma a quanto ci dice il sindaco a Caivano, esisterebbe un numero di persone da esonerare dalla Tari con un onere enorme e non sopportabile dalle casse del Comune. Forse è questa la ragione che ha spinto l’amministrazione a non provvedere alla restituzione della quinta rata?

La TARI  resta un obbligo solo per i soliti cittadini del ceto medio ?

                                             E’ giusto ciò?

                             E non è politicamente miope?

E poi, stante la legge che fa obbligo ai comuni di farsi carico della spesa della TARI, è forse questo il motivo della mancata restituzione della quinta rata? E non sarebbe una Caporetto per l’ amministrazione?

Se appena si prende atto che il lievitare della spesa per i costi dei rifiuti è immotivato e frutto di una grave incapacità di governo che non lascia sperare in nulla di buono per il futuro cosa bisogna fare se non criticare il fare allegro e spensierato di una maggioranza che fa acqua da tutte le parti?.

Giuseppe Costantino, laureato in legge con il massimo dei voti e lode accademica, professore di storia e filosofia nei licei per più di quaranta anni, nonché maestro di strada nei quartieri disagiati di Napoli su incarico dell’ Ufficio Scolastico Regionale per la Campania dal 2004 al 2007.

Ciò perché socialista non pentito.

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