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Caivano… tanto tuonò che non piovve!

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di Giuseppe Costantino, socialista non pentito

C’era una volta, nel cuore della Campania Felix e cioè nel cuore di quella parte meglio conosciuta con il nome di terra di lavoro, un territorio fertilissimo, grazie alla presenza del Vesuvio e di un antichissimo terreno fangoso, il famoso (glan, glan etrusco), provocato dalle inondazioni del fiume Clanio da cui deriva il nome del nostro paese, e che favoriva la produzione di prodotti agricoli di grande pregio, oltre che della canapa e della seta più pregiata al mondo.

Tanto che Bianchini, nel suo libro sulla storia delle finanze del regno di Napoli del 1821 riferisce che la seta di Caivano veniva  preferita a quella cinese anche se era molto più cara sul mercato internazionale.

Insomma, una volta c’era un territorio ricco e baciato dalla fortuna. E di conseguenza a CAIVANO C’ERANO INTELLIGENZE E POLITICI CHE LAVORAVANO CON CURA PER LO SVILUPPO DEL PAESE. Grazie a loro e all’opera appassionata del ON Ferdinando D’Ambrosio, nel nostro paese ci fu la prima scuola media del territorio, valorizzata anche dalla nuova Don Milani e dal lavoro di Franca Falco, splendida dirigente scolastica.

Franca  sapeva dirigere e curare con cura le  ferite educative del territorio e potenziare le conoscenze di un territorio baciato dalla fortuna. Gli alunni della nostra prima scuola media provenivano da tutti i paesi del circondario e Caivano si poneva come centro culturale di pregio.

Ma ciò non era sufficiente per i politici di allora. Infatti, negli anni sessanta, ricordo ancora la gara tra Felice Capone e lo stesso D’Ambrosio a chi facesse di più per far nascere, sempre a Caivano, l’ITIS,  il primo istituto di scuola superiore che ancora oggi opera nel paese.  

Infine, fior da fiore, nel vecchio piano di fabbricazione, grazie a Giuseppe Crispino, indimenticato educatore e politico di razza, fu prevista la edificazione di una vera cittadella scolastica che doveva far da volano alla crescita culturale e civile del nostro paese. Grazie a tale idea  e alle ambizioni che ne derivarono, ci  fu la creazione di altre iniziative quali quelle dei  pochi pionieri della cultura democratica del tempo, tra cui ricordo il compianto Carlo Donesi, Ninuccio Cerrone, il Sindaco Vincenzo Donesi, Gino Puca, Pompilio Sullo e me stesso, che, battendosi per la democratizzazione del sapere e della cultura, si opposero ai vecchi baroni del sapere e ad una politica che tendeva ad emarginare i figli dei lavoratori per cristallizzare equilibri politici che andavano spazzati via.

Furono anni felici per Caivano che era di fatto il vero centro culturale del territorio.

Purtroppo oggi non è più cosi.  LE SCUOLE SI VEDONO ABBANDONATE A SE STESSE, E TALVOLTA VENGONO ACCUSATE DI INERZIA O COLPE DA ADDEBITARE A CHI E’ PREPOSTO ALLA GUIDA DEL PAESE. Infatti mi è giunta notizia di accuse rivolte alla dirigente scolastica della scuola Cilea- Mameli, per la caduta di calcinacci anche dopo una manutenzione approssimativamente non sufficiente a rendere sicure le scuole.

Considerato lo stato delle cose malgrado il forte impegno della dirigente scolastica mi sorge un dubbio e mi interrogo su quanto appare evidente a quanti in buona fede vogliono sapere, dal momento che anche a Pascarola i calcinacci si rivelano un pericolo per i nostri bambini.

Di chi è il compito di affidare ai dirigenti scolastici scuole sicure?

E chi è l’autorità che ogni anno deve  rilasciare la indispensabile certificazione di agibilità delle scuole che va garantita per tutto l’anno?

Essa viene rilasciata su certificazione dell’ufficio tecnico o per sentito dire?

Io credo che venga rilasciata dal Sindaco dopo accurate verifiche tecniche. Allora è lecito non intervenire in modo continuativo quando si è allertati dalle segnalazioni dei dirigenti scolastici su possibili pericoli? E se qualcosa mette in  pericolo la salute pubblica è corretto non allertarsi di fronte alle segnalazioni dei dirigenti e tenere nel debito conto le preoccupazioni derivanti dal senso di responsabilità degli stessi? Spero proprio che non si tratti di distrazione o sottovalutazioni  della ormai famosa  maggioranza delle porte girevoli, in tutt’altre faccende affaccendata. E mi auguro che finalmente si faccia qualcosa per arricchire e potenziare l’azione del Comune a favore delle nostre scuole.                                                             

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