Lo Stato a Caivano non può abbandonare chi ha bisogno di aiuto!

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Ormai le notizie di cronaca abbondano sul destino degli sfollati dal Parco Verde. Lo stesso tentativo del prefetto di Napoli Michele di Bari di rasserenare gli animi nella chiesa del parroco anticamorra Maurizio Patriciello alla presenza  del vescovo di Aversa Angelo Spinillo, non è rassicurante per tutti.

La sua volontà di dare una mano agli sfollati purtroppo si scontra con la dura realtà dell’evidenza di un abuso certificato dalla magistratura. Per cui lo stesso rappresentante del governo, ha dovuto prendere atto della necessità di rispettare la legge non lasciando tanto spazio a chi non può dimostrare la legittimità dell’occupazione di una casa di proprietà comunale che è e resta un atto illecito. Purtroppo, nel prendere atto della buona volontà del prefetto, bisogna rilevare anche, che le cose si complicano ancora di più se, come annunciato, la Procura della Repubblica, vorrà esaminare, ogni singolo caso e ogni occupazione  come prescrive la legge.  

Quante saranno le occupazioni considerate lecite in costanza della dichiarazione di abuso? E cosa si potrà fare per non mettere sul lastrico donne, bambini, invalidi e i tanti diseredati nullatenenti in attesa di un lavoro che non c’è?

Non sarebbe stato meglio se gli sfollati avessero interessato alla loro vicenda anche il commissario di governo Fabio Ciciliano, che tanto bene sta facendo a Caivano ?

Purtroppo le buone intenzioni sono state tante, ma non sono state seguite da nessun tentativo di recupero della legalità per quanto stava accadendo nel Parco Verde! Nessuna autorità comunale ha mai affrontato il tema delle occupazioni abusive e nessuno si è preoccupato di contrastare tale fenomeno malavitoso che danneggiava soprattutto il vivere civile degli stessi occupanti.

Io credo che il tempo non sempre è tiranno e ancora si potrebbe fare qualcosa se solo si volesse tentare si salvare il salvabile con provvedimenti d’urgenza emanati dal governo o chi per esso, su indicazione del suo rappresentante nominato ad hoc per Caivano, che quindi va  sensibilizzato e informato. Insomma, se si vuole fare qualcosa per gli ultimi del paese come si è fatto per lo spazio verde nei pressi dell’ex centro Delphinia, si potrebbe sanare la situazione con un intervento straordinario, a condizione che gli interessati permettessero ai pubblici poteri di conoscere il percorso grazie al quale hanno potuto occupare alloggi di proprietà altrui, se e quanto hanno dovuto pagare e soprattutto se la camorra ha lucrato su tale traffico illecito e infine se tali persone sono disposte a frequentare, con profitto verificabile, un percorso finalizzato al recupero della legalità nel Parco Verde.

Purtroppo i tempi stringono e qualcosa si deve fare subito se si vuole essere vicini al bisogno di sostegno degli sfollati che sono e restano povere vittime del malaffare. Le persone con un reddito sufficiente a vivere senza affanni ormai sono andate via e fare i forti con i deboli sarebbe crudele e inutile. Credo che a tutela dell’ordine pubblico e nel rispetto del diritto a un alloggio per tutti, si potrebbe provare a prorogare il termine dello sgombero se fosse possibile e individuare delle case alloggio temporanee di proprietà pubblica da mettere a disposizione degli sloggiati per un tempo limitato, ma da poter prolungare se gli occupanti temporanei mostrassero la volontà di non continuare a vivere nell’illegalità.

A Caivano e nei paesi vicini esistono tante case sequestrate alla camorra che adesso potrebbero essere utilizzate per un fine condiviso e accettato dai cittadini non solo di Caivano. Insomma si dovrebbe e potrebbe avviare un discorso positivo d’integrazione che fino ad oggi non si è materializzato mai, facendo continuare a sopravvivere delle realtà infernali quali il parco Verde, il Rione Salicelle di Afragola o Scampia di Secondigliano.

Bisogna considerare anche che non servirebbero provvedimenti eccezionali e neppure leggi ad hoc. Forse lo stesso Prefetto potrebbe censire le case disponibili nei paesi vicini e sensibilizzare i sindaci del territorio sul problema per non lasciare in un colpevole abbandono delle persone che hanno bisogno di aiuto.

E allora? Forse sì o forse no? Ancora un re tentenna che non gioverebbe alla soluzione del problema?  

Qualcosa si farà? Io spero di si !

Su queste cose si misurerà la stessa capacità di governo dell’attuale maggioranza governativa. Insomma la misura del potenziale dei partiti al governo si misurerà, non sulle tante promesse da marinaio che troppo spesso sono state fatte nel passato, ma sulle cose concrete che saranno realizzate per rendere meno difficile vivere in un paese afflitto da un grave malessere sociale. Fusse ca fusse la volta buona?

Come direbbe il compianto Nino Manfredi?  Speriamo!

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