Processo Caivano, si inizia! Nel frattempo Peluso continua a raccontare

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Parte il processo dopo gli arresti eccellenti di ottobre scorso a Caivano. Presso il Tribunale di Napoli – Nuovo Palazzo di Giustizia – Centro Direzionale il giudice per le indagini preliminari, la dott.ssa Lucia De Micco ha fissato per domani mattina, alle 9,30 l’udienza preliminare per i 25 indagati.

Nel frattempo l’ex assessore del comune di Caivano, oggi collaboratore di giustizia, continua a raccontare l’intreccio tra camorra e politica e con le ultime rivelazioni conferma che tutti sapevano.

Nell’ultimo interrogatorio reso dall’ex assessore Peluso in data 15 maggio, innanzi ai Pubblici Ministeri: Dr. Rosa Volpe e Francesca De Renzis, l’ex responsabile dei lavori pubblici e manutenzione del comune di Caivano ha tracciato un quadro gravissimo della capacità pervasiva della camorra locale di infiltrare la pubblica amministrazione.

Secondo quanto raccontato dall’ex assessore Peluso non c’era settore del comune che non era condizionato dalla malavita locale: dai lavori pubblici, al cimitero, all’urbanistica, all’ambiente.

Secondo lo stesso pentito ‘di questa presenza pervicace e costante all’interno del comune di Caivano ne erano a conoscenza molti: oltre a me, Alibrico Giovanbattista, Ponticelli Gaetano, Arcangelo Della Rocca, Zampella Vincenzo, Falco Armando, Tonia Antonelli, ma anche altri’.

Una dichiarazione gravissima che lascia intendere che l’intreccio fra camorra e politica, per la gestione della cosa pubblica, ha goduto di una diffusa omertà di chi sapeva e aveva il compito di denunciare.

L’ex assessore racconta anche di come era gestito il cimitero, della ditta ‘scelta’ dal proprio cerchio magico per l’illuminazione e tanto altro.

Lo stesso assessore Peluso Carmine chiarisce, in precedente interrogatorio del 16 aprile, l’interesse della criminalità organizzata per la Green Line, la ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti.

Secondo l’ex assessore il ras locale della camorra indicava alla società gli stagionali da assumere, allo stesso modo faceva la politica. Questo spiega anche l’intimidazione subita dal segretario del Pd, Franco Marzano che si vide recapitare nella cassetta della posta un biglietto con scritto HOUSE.

La camorra aveva interesse a che la Green Line restasse a gestire il servizio di raccolta e trasporto dei rifiuti, perchè potevano intervenire sulla società gestendo appalti e assunzioni.

All’epoca dei fatti la politica era profondamente divisa su come gestire il servizio della nettezza urbana. Da una parte il sindaco Falco e una parte della maggioranza, fra cui Alibrico Giovanbattista, che erano a favore della gestione del servizio, trasformando la Green Line in una partecipata del comune. Un’altra parte della politica locale era schierata sull’ipotesi di espletare una gara ad evidenza pubblica. Quest’ultima fu la decisione assunta in consiglio comunale.

Di tutto questo se ne discuterà domani, dove tutti gli imputati, o i loro avvocati, compariranno davanti al giudice delle udienze preliminari.

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