Titoli falsi per accedere ai concorsi, 28 indagati, anche a Caivano

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Una mega indagine, condotta dalla Guardia di Finanza, ha visto coinvolte 28 persone, residenti nelle province di Napoli, tra cui Caivano, Nola, Pompei, Saviano, Caserta e Benevento in una rete organizzata e dedita alla produzione di titoli falsi per accedere ai concorsi pubblici. 

L’inchiesta è nata a seguito di diverse segnalazioni e controlli che sono stati effettuati sulle documentazioni presentate dai candidati ai concorsi, che risultavano non congruenti con quanto dichiarato. 

L’ associazione a delinquere è nata durante il periodo dell’aggiornamento delle graduatorie di Terza Fascia per il personale Ata, nei bienni 2017-2019 e 2021-2023, e per le graduatorie dei docenti per il periodo 2020-2022, con l’obiettivo di agevolare l’inserimento illecito nelle graduatorie del personale scolastico.

La fabbrica dei documenti falsi

Tra i documenti falsi “fabbricati”: diplomi di qualifica professionale apparentemente rilasciati da istituti paritari, attestati informatici e abilitazioni all’insegnamento come i corsi Lim, coding, tablet oltre a certificazioni di servizio per esperienze di lavoro mai effettuate. I prezzi variavano in base all’importanza del titolo, ovvero secondo la possibilità di ottenere un punteggio più alto nella graduatoria finale di un concorso, dai 150 ai 2mila Euro. 

I benefici ottenuti a discapito della meritocrazia

Sommando diversi titoli falsi, i beneficiari avevano più possibilità di accedere in graduatoria, e questo permetteva di scalare i punteggi. La conseguenza è che diversi beneficiari sono riusciti ad ottenere dei contratti a tempo determinato, altri ad avere incarichi di supplenza, alcuni anche di ruolo, a discapito di chi ha partecipato ai concorsi legittimamente, solo con le proprie forze e soprattutto con titoli realmente ottenuti con impegno e dedizioni. I beneficiari, attualmente non sono indagati, ma le loro posizioni sono al vaglio della magistratura, attraverso fascicoli separati. 

La Procura di Santa Maria Capua Vetere, nel comunicare la chiusura delle indagini, si riserva ora di chiedere il rinvio a giudizio per tutti gli indagati. Spetterà al tribunale stabilire eventuali responsabilità individuali.

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