Settembre è un mese di cambiamento climatico. Perciò anche a Caivano la politica locale si sveglia dal sonno determinato dal lungo periodo di commissariamento del Comune e si prepara ad affrontare le prossime elezioni.
Per quanto riguarda i partiti di opposizione all’amministrazione di Enzo Falco, tutto sembra scontato. Infatti, per la destra sembra chiaro che la candidata a sindaco sia Giovanna Palmiero, responsabile politico di Fratelli D’Italia e che invece per le forze moderate e riformiste il candidato sindaco sia Antonio Angelino. Ciò sia per il suo rifiuto dei voti della camorra, sia per il taglio del trenta per cento delle sue indennità di consigliere comunale. Ma soprattutto per la sua opposizione alla giunta e la sua competenza amministrativa acquisita sia con il suo lavoro, sia con lo studio fatto perché Funzionario di Elevata Qualificazione presso la Città metropolitana di Napoli, dove ha studiato Scienze Politiche e della Pubblica Amministrazione.
Insomma tutto sembra chiaro e assodato nelle forze dell’ex opposizione e i candidati si possono dedicare alla redazione di un programma che sia nell’interesse degli elettori. Ciò che invece non è chiaro è ciò che riguarda il cosiddetto campo largo tanto teorizzato dal PD. Infatti, da voci di corridoio è trapelata la notizia che i contrasti tra i vari partiti siano vivaci e quindi senza sbocchi positivi. Intanto bisogna prendere atto che le liti non sono dovute a differenti visioni sulle cose da fare per Caivano, ma per le richieste di avere un proprio candidato a sindaco. Perciò i contrasti sono sulla spartizione delle poltrone e non sui programmi e soprattutto senza nessuna condanna per quanto avvenuto nel recente passato che è ancora al ancora al vaglio della magistratura di Napoli Nord. Quindi nel campo largo non c’è nessuna condanna delle collusioni tra politica e camorra e purtroppo il vero dilemma del campo largo è la scelta di un sindaco chiesto sia dal Pd che dai cinque stelle e i seguaci di Clemente Mastella.
Nessuno si preoccupa di tagliare il cordone ombelicale che li lega al passato e nessuno chiede scusa per il male fatto a Caivano. Insomma il continuismo la fa da padrone e non bastano i volti nuovi che circolano nell’immaginario collettivo per rassicurare i caivanesi. Perciò è necessario che i caivanesi s’informino meglio sui vari candidati e non permettano che si possano spacciare per il nuovo che avanza e che invece spesso sono coloro che per amore del potere vogliono occupare poltrone in nome di un continuismo degno di biasimo.



