IL RAPPORTO. Sud Italia: crescita economica reale, ma persistono criticità strutturali e fuga dei giovani

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Tra il 2021 e il 2024 il Mezzogiorno ha registrato una crescita del Pil dell’8,5%, superiore al +5,8% del Centro-Nord, e un aumento dell’occupazione dell’8%, con quasi mezzo milione di nuovi posti di lavoro.

È quanto emerge dall’ultimo Rapporto SVIMEZ 2025, che spiega come la crescita sia stata trainata principalmente da fattori contingenti: minore esposizione ai shock globali rispetto al Nord, boom edilizio favorito da incentivi e PNRR, e la ripresa del turismo dopo la pandemia.

Tuttavia, SVIMEZ sottolinea che la crescita numerica dell’occupazione non corrisponde a un miglioramento automatico delle condizioni di vita. Gran parte dei nuovi posti di lavoro si concentra nei settori del turismo, della ristorazione e dell’edilizia, caratterizzati da contratti temporanei, salari bassi e fenomeni di lavoro povero. In altre parole, aumento degli occupati non significa necessariamente crescita di qualità dell’occupazione o capacità di trattenere i talenti sul territorio.

Il Rapporto evidenzia un paradosso significativo: dei nuovi occupati under 35 nel Sud, sei su dieci sono laureati, ma molti di loro trovano inizialmente sbocchi in settori a bassa qualificazione, in cui le competenze acquisite non sono valorizzate e le opportunità restano insufficienti per assicurare stabilità economica e prospettive di carriera.

Questo quadro si riflette anche nei flussi migratori giovanili: 175.000 under 35 hanno lasciato il Sud nel triennio 2022–2024, diretti al Nord o all’estero. Nonostante il boom occupazionale, il fenomeno dimostra che la crescita non è sufficiente a trattenere i giovani più qualificati, con conseguenze dirette sulla competitività e sull’innovazione delle imprese locali.

La perdita di capitale umano è quantificata da SVIMEZ in 132 miliardi di euro cumulati dal 2000 al 2024, calcolati in termini di costo pubblico della formazione e delle esternalità positive non valorizzate dal territorio. Solo nell’ultimo quinquennio, tale perdita si attesta a circa 8 miliardi di euro all’anno, tra laureati trasferiti verso il Centro-Nord e verso l’estero, con gravi ripercussioni sulla capacità produttiva e innovativa del Mezzogiorno.

LE DICHIARAZIONI

“Questi dati – spiega Luigi Carfora (nella foto di copertina), Presidente di Confimi Industria Campania – ci offrono una fotografia chiara: la crescita del Sud c’è ed è significativa, ma resta trainata da investimenti pubblici e da settori poco qualificati.  Il vero nodo da risolvere è la qualità dell’occupazione e la capacità di trattenere i nostri giovani più preparati, evitando che il territorio perda capitale umano strategico per lo sviluppo industriale e tecnologico”.

Le criticità principali emerse dal Rapporto SVIMEZ 2025 sono:

  • Crescita trainata da fattori temporanei e contingenti:edilizia, incentivi e turismo; non si registra ancora una trasformazione strutturale del tessuto produttivo.
  • Contraddizione tra quantità e qualità dell’occupazione:aumento dei posti di lavoro, ma molti temporanei, con salari stagnanti o bassi, che non migliorano il reddito reale dei lavoratori.
  • Migrazione giovanile selettiva:i laureati under 35 si concentrano tra i nuovi occupati, ma una parte significativa lascia il territorio per cercare opportunità più stabili.
  • Perdita di capitale umano:costi cumulati di formazione pubblica persa e mancata valorizzazione locale dei talenti, stimati in 132 miliardi dal 2000 al 2024 (~8 miliardi/anno nell’ultimo quinquennio).
  • Disallineamento tra istruzione e sbocchi occupazionali:laureati impiegati in settori a bassa qualifica, con conseguenze negative sul ritorno economico e sociale degli investimenti in formazione.

Confimi Industria Campania ribadisce l’urgenza di politiche industriali mirate a:

  • Promuovere filiere produttive ad alto valore aggiunto e tecnologicamente avanzate;
  • Integrare in modo strutturale la formazione tecnica e universitaria con le reali esigenze produttive del territorio;
  • Creare opportunità di lavoro stabili e qualificate, capaci di valorizzare i giovani laureati e trattenere il capitale umano.

“Il Sud – aggiunge Carfora – ha tutte le potenzialità per competere a livello nazionale e internazionale, ma serve un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e mondo accademico per trasformare la crescita quantitativa in uno sviluppo industriale solido, sostenibile e duraturo. Solo così potremo arrestare la fuga dei talenti e costruire un futuro prospero per le nostre imprese e per i giovani del territorio”.

 

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Ha conseguito la laurea magistrale in Scienze della Comunicazione pubblica, d’impresa e pubblicità, presso l’Università degli Studi del Molise, la laurea magistrale in Scienze Motorie, presso l’Università degli Studi “Tor Vergata” di Roma e il Diploma Isef, presso l’Istituto Superiore di Educazione Fisica di Napoli. Tra le altre certificazioni ha conseguito anche il Master di I livello in Scienze della Comunicazione Pubblica. E’ giornalista pubblicista, iscritto all’Albo e all’Inpgi. Corrispondente del quotidiano nazionale “Il Mattino dal 1990”. Componente della Commissione Cultura dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, docente e vicepreside negli istituti superiori di secondo grado. Ufficiale del corpo militare volontario della Croce Rossa Italiana. Addetto stampa per il Centro-Sud dell’Associazione Nazionale Militari della Croce Rossa Italiana. Già direttore responsabile, tra gli altri, dei periodici “Occhio sulla Città” e “Non solo Sport”. Ha collaborato con diverse testate giornalistiche (“Il Giornale di Napoli”, Roma, Napoli Metropoli, Idea Città, ecc.). Redattore delle testate online “Il Giornale di Caivano”, “Ergo Tv” e “Campania Press”. Ha collaborato e collabora con emittenti televisive regionali ed interregionali da oltre un ventennio (Capri Event, Telecapri News, Napoli Tivù). Tra i vari riconoscimenti figurano, per la sezione giornalismo, anche il Premio del concorso nazionale sulla legalità “Non tacerò” (anno 2016), il Premio Nazionale “Mario Fiore”, anno 2019, il Premio Internazionale “Liburia 2020” ed Il Premio “Città di Caivano 2022” (Leone d’Argento). Inoltre, nel maggio 2022 ha ricevuto la nomina di “Effettista Emerito” della contemporanea corrente pittorica italiana dell’Effettismo, mentre nel settembre 2023 gli è stato assegnato il Premio di riconoscimento alla carriera della XXIV edizione "The Grand Award to Excellence", per la sezione giornalismo. Nel settembre 2024 ha ricevuto il prestigioso Premio Internazionale al “Gran Merito Giornalistico”, nell’ambito della XXV Edizione del Premio Internazionale “The Grand Award to Excellence”.