Don Pacilio ripropone, a Casolla, la benedizione dell’olio della Madonna

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Domenica 11 gennaio 2026, nella solenne celebrazione eucaristica delle ore 18, nella chiesa di Santa Maria della Sperlonga in Caivano Casolla, la comunità si ritroverà per vivere un momento di intensa grazia e di profonda comunione spirituale con la benedizione dell’olio della Madonna e l’unzione di tutti i partecipanti alla celebrazione.

La Santa Messa sarà presieduta dal parroco, don Antonio Pacilio, che con sensibilità pastorale e amore per la tradizione ha voluto ristabilire questo antico gesto di fede, perpetuato nei secoli dalla pietà del popolo cristiano, riconsegnandolo alla vita della comunità come segno vivo e attuale della presenza di Dio.

L’olio, nella Sacra Scrittura e nella liturgia della Chiesa, è simbolo di vita, di forza, di consolazione e di consacrazione. Con l’olio venivano unti i re, i sacerdoti e i profeti, a indicare una scelta divina che rendeva la persona partecipe della missione di Dio e sostenuta dalla sua grazia. L’unzione non era mai un semplice gesto esteriore, ma un segno che toccava la profondità dell’essere, richiamando la chiamata a vivere secondo il cuore di Dio. In Gesù Cristo, l’Unto per eccellenza, questo simbolo trova il suo compimento, perché in Lui lo Spirito si manifesta come forza che guarisce, che libera, che dona speranza e che rinnova la vita.
Ogni volta che la Chiesa utilizza l’olio nella sua liturgia, essa rende visibile l’azione invisibile dello Spirito Santo che accompagna, sostiene e santifica il cammino dei credenti. Anche l’unzione con l’olio della Madonna si inserisce in questa dinamica di fede, assumendo un particolare valore mariano e comunitario. Maria, totalmente aperta all’azione dello Spirito, è per ogni credente modello di fiducia, di obbedienza e di abbandono nelle mani di Dio. Affidarsi alla sua intercessione attraverso questo segno significa riconoscerla come Madre premurosa che accompagna i suoi figli nelle gioie e nelle fatiche della vita, invocando protezione, consolazione e rinnovamento interiore.
Il gesto dell’unzione, vissuto all’interno della celebrazione eucaristica, non ha nulla di magico o automatico, ma esprime un atteggiamento di disponibilità del cuore, il desiderio di lasciarsi toccare dalla grazia, di presentare al Signore le proprie fragilità, le ferite, le attese e le speranze. In un tempo spesso segnato da inquietudine e incertezza, questo segno diventa una carezza spirituale che ricorda a ciascuno di non essere solo, di essere custodito e accompagnato dall’amore di Dio e dalla tenerezza materna di Maria.

La scelta di don Antonio Pacilio di recuperare e custodire questa antica tradizione, tramandata nei secoli dalla fede semplice e profonda del popolo di Dio, è un invito a non disperdere la ricchezza dei segni che la Chiesa ci consegna e che parlano ancora oggi con forza al cuore dell’uomo. Attraverso l’olio che profuma, lenisce e illumina, Dio continua a comunicare la sua vicinanza concreta, rendendo percepibile ciò che è invisibile e rafforzando la speranza di una comunità che cammina insieme nella fede.
Questa celebrazione diventa così un’occasione preziosa per riscoprire il valore dei gesti semplici e autentici, per rinnovare l’affidamento alla Madonna e per sentirsi parte di una Chiesa viva, che custodisce la memoria della propria storia e la rende feconda nel presente. L’unzione con l’olio della Madonna, accolta con fede e raccoglimento, si trasforma in un segno di benedizione, di consolazione e di rinnovato slancio spirituale, capace di accompagnare la vita quotidiana e di orientare il cuore verso Cristo, fonte di ogni grazia e di ogni speranza