Il “Te Deum” a Caivano, l’opera missionaria dei sacerdoti del territorio

0
772

Il “Te Deum” è un inno cristiano che riconosce il Padre Eterno davanti a tutti i popoli della Terra e inizia così: “Noi ti lodiamo, Dio, ti proclamiamo Signore. O eterno Padre, tutta la terra ti adora. A te cantano gli angeli e tutte le potenze dei cieli: Santo, Santo, Santo
il Signore Dio dell’universo. I cieli e la terra sono pieni della tua gloria”. 

Si tratta di una preghiera di libertà e di amore rivolta al nostro Creatore.

Un conto è quando a parlarne è un sacerdote, un altro è quando a farlo è una giornalista. Nel corso della mia esperienza come cronista a Caivano, ho trattato diversi casi di pedofilia, abusi, violenze e questo ha in qualche modo caratterizzato il mio stile giornalistico, che corredato da conoscenze sociologiche, ha dato uno spettro più ampio sulla conoscenza dei fenomeni…

Ma come esiste il male, esiste anche il bene…

Ed io di questo voglio parlarvi, oggi! 

Per chi crede, e penso che in tanti come me crediate, ci sono delle cose da raccontare e spero che ciò possa essere molto rincuorante per la popolazione.

In diversi articoli di cronaca, abbiamo trattato degli abusi effettuati da diversi sacerdoti, che in qualche modo sono stati presenti anche a Caivano. Inoltre, in passato, alcuni sono stati allontanati dalla comunità per aver creato scandalo e disagi alla popolazione. Si tratta di storie vecchie, trite e ritrite, che hanno riguardato uomini di poca fede, i quali però hanno lasciato il posto ai veri ministri di Dio, alcuni già presenti, altri che si sono aggiunti da poco.

Abbiamo, attualmente, nel nostro territorio, dei sacerdoti che sposano delle opere missionarie uniche ed encomiabili. Ci teniamo a sottolineare, che, nonostante le ultime notizie di cronaca e le tante altre che si susseguiranno, noi possiamo contare sull’operato di sacerdoti che si dedicano attivamente alla comunità. 

Ognuno porta avanti la sua missione con dignità, equilibrio e saggezza.

Ognuno è parrocchiano di chiese, che hanno fatto e faranno, la storia di Caivano. Dobbiamo dire che, anche grazie al Governo, siamo riusciti ad arginare alcuni individui che probabilmente non lavoravano per il bene comune, ma in ogni caso, oggi siamo un popolo libero.

Lo siamo, per libero arbitrio che Dio ci ha donato, lo siamo su carta, perché viviamo in una società democratica, lo siamo di fatto, perché abbiamo ancora la possibilità di avere una classe dirigente scelta dal popolo; abbiamo inoltre, la libertà di poter vivere la città, grazie alla sicurezza messa in campo dalle forze dell’ordine e infine, la cosa più importante, possiamo andare in qualsiasi chiesa del territorio e sentirci al sicuro. 

Sapere di poter essere accolti ed assistiti, come Dio vuole, è la soddisfazione più grande a cui possiamo aspirare.

Non è scontato tutto questo, oggi nulla lo è. Per questo motivo, ho deciso di raccontarvi, e lo farò in diverse sessioni, le opere messe in campo dai nostri sacerdoti, che ogni giorno pregano e aiutano con azioni caritatevoli, missionarie, assistenziali; di denuncia, di liberazione, di educazione, d’integrazione per il nostro popolo. 

Non sto facendo nomi, perché ognuno dovrà sentirsi appunto libero di fare le proprie scelte, quando deciderà di seguire il proprio percorso di fede, ma il mio invito alla popolazione di Caivano, è quello di non arrendersi. 

Tempo fa, ho rivolto un invito alle donne di Caivano, ovvero quello di scendere in strada e di vivere la città con opere di assistenza e carità, perché conosco il potere della preghiera rivolta dalle donne a Maria Vergine. Oggi il mio invito è rivolto a tutti: giovani e meno giovani, bambini ed anziani: “Accorrete a Cristo. Il vero Salvatore dell’Umanità!”

Ci sono tante cose da dire, ve le dirò man mano, ma di una son certa: noi abbiamo bisogno di mani che pregano, ma soprattutto di buone azioni, fatte con sincerità e altruismo. Nel libro di Isaia, 5:20-25, possiamo leggere:

“Guai a coloro che chiamano
bene il male e male il bene,
che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre,
che cambiano l’amaro in dolce e il dolce in amaro.
21 Guai a coloro che si credono sapienti
e si reputano intelligenti”.

Ecco perché sono qui: per dirvi che il vero bene è in Cristo e se seguiamo la sua parola e i suoi precetti, sappiamo fare le giuste differenze, entrando nelle Chiese di tutto il mondo, anche davanti al male, noi sapremo fare le giuste differenze.

Non sono qui per fare proselitismo, ma solo per darvi un semplice messaggio di pace e augurarvi un BUON 2026, cari concittadini di Caivano.