Un falso all’allarme su quanto avverrebbe a Caivano!

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Mi è capitato di leggere un articolo di un giornale locale che nel riportare alcune
dichiarazioni di un collaboratore di giustizia, (che oggi non sono più i pentiti) che, a
sua discolpa ha dichiarato durante il processo a suo carico una serie di episodi che a
parere dell’autore dell’articolo, mettono in luce il fatto che a Caivano il malaffare
continua e l’attuale sindaco sarebbe sostenuto da consiglieri non affidabili e di cui
non faccio il nome a tutela della loro onorabilità.

Alle argomentazioni non documentate del giornalista locale ha già risposto il sindaco Antonio Angelino, eletto con il settantotto per cento dei voti di quanti hanno votato. Perciò non mi soffermo sulla poca attendibilità di un pentito che cerca di avere uno sconto di pena e quindi di uno che non è credibile.

La cosa che invece mi preoccupa è la continuità delle considerazioni che fa il piccolo giornale locale sulla condotta dell’attuale sindaco di
Caivano e considerazioni che dovrebbero essere fatte dalla magistratura, se le
affermazioni del pentito riferissero fatti veri e non argomentazioni a sua discolpa.
Quanto poi all’articolista ritengo che sia poco credibile. Infatti, già nel corso della
campagna elettorale ha affermato che Antonio Angelino non fosse eleggibile e in
caso contrario avrebbe presentato un ricorso nelle sedi competenti provocando un
falso allarme negli elettori. Cosa che non ha fatto quando Angelino è stato eletto con
il settantotto dei voti e confermato nella carica di sindaco di Caivano dalla
commissione elettorale, dal Prefetto di Napoli che senza dubbio ne sa più
dell’articolista e accolto con benevolenza dal sindaco di Napoli e dalle autorità
ecclesiastiche della diocesi di Aversa. Inoltre importante è che sia stato invitato nella
chiesa del Parco Verde dal prete anticamorra don Maurizio Patricelli a riprova della
sua correttezza e del suo rifiuto del voto dei camorristi. Purtroppo l’articolista
continua a scrivere che il malaffare, in modo automatico continua a essere presente
nel comune e non si è convinto del contrario nemmeno quando vicesindaco del paese
è stato nominato dal sindaco un generale dei carabinieri in pensione che in fatto di

contrasto alla camorra ne sa più di lui. Infatti, il nuovo vicesindaco, nella sua lunga
carriera di poliziotto, ha collaborato moltissimo con il Tribunale di Napoli con
notevoli successi nel contrasto della camorra. Allora, come mai l’articolista continua
a seminare dubbi e sospetti? Forse è geloso del successo del nuovo sindaco?
Rimpiange il vecchio governo della città guidata da Enzo Falco che giustamente ha
provocato inchieste e condanne della magistratura inquirente e giudicante? Forse
aspetta la sentenza definitiva? Io invece non aspetto perché so che Antonio Angelino
è una persona perbene che lavora per il bene del suo paese e questo mi basta, senza se
e senza dubbi molesti !