Parla Peluso, non si salva nessuno! (1a parte)

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L’ex assessore del comune di Caivano, Carmine Peluso, della giunta Falco con delega ai lavori pubblici coinvolto nella maxi operazione condotta dalla DDA di Napoli che nel 2023 portò all’arresto di camorristi, funzionari e politici, dal 2024 è diventato collaboratore di giustizia e con le prime dichiarazioni ha riempito oltre 60 pagine di verbale, in maniera chiara e trasparente su tutti gli appalti truccati e pilotati durante l’amministrazione del sindaco Enzo Falco.

Nel giudizio di I grado è stato condannato a 5 anni e mesi 8, insieme a lui furono condannati Vincenzo Zampella dirigente del comune di Caivano, Giambattista Alibrico consigliere comunale, e Martino Pezzella tecnico locale.

Attualmente è in corso innanzi al tribunale Napoli Nord il processo per gli altri imputati che hanno scelto il rito ordinario e precisamente: Amico Domenico, Amico Michela, Coppeta Filomena, Della Rocca Arcangelo, Falco Armando, Peluso Francesco, Peluso Teresa, Ponticelli Gaetano, Zampella Vincenzo.

Nell’ambito di questo giudizio dopo l’escussione dei vari testi è stato sentito, anche, l’ex assessore Carmine Peluso. L’udienza si è svolta mercoledì 3 dicembre 2025, e nel corso di quest’ultima il Pubblico Ministero ha rivolto all’ex assessore decine di domande a cui ha puntualmente risposto in collegamento web da località protetta dove è posto agli arresti domiciliari.

Carmine Peluso ha ben specificato che l’80/85 % delle gare effettuate durante l’amministrazione del sindaco Enzo Falco erano state pilotate, tutto ciò “era a conoscenza del segretario comunale e del sindaco”.

In particolare il sindaco sapeva che c’era una forte pressione da parte della camorra capeggiata da Angelino Antonio sull’appalto per il rifacimento delle strade, “il sindaco non ha mai alzato il telefono oppure si è recato dai carabinieri per denunciare, ha fatto sempre orecchie da mercante”.

Rispondendo sempre alle domande del Pm: “io sono entrato in contatto con il clan Angelino nell’anno 2021, fui accompagnato personalmente da Falco Armando, nipote del sindaco, e da Alibrico Giovanbattista e poi da Martino Pezzella”. Riferisce ancora il pentito, ex assessore, che il clan Angelino aveva un forte interesse sull’urbanistica, cimitero, ambiente e manutenzione.

Col tempo ho capito che “il personaggio che portava le determine al clan era Ponticelli Gaetano e qualche volta Falco Armando.

Alla domanda del PM in quale occasione aveva incontrato gli uomini del clan Angelino il teste risponde “in più occasioni, una volta ina una mansarda al corso Umberto, oltre a me c’era Falco Armando, Alibrico GiovanBattista, Angelino Gaetano, Angelino Antonio con Cipolletti e Volpicelli”.

In un’altra occasione ci vedemmo a Frattamaggiore presso un parcheggio dei camion, ero presente con Falco Armando e gli altri componenti del primo incontro e in quella circostanza mi accompagnò Martino Pezzella.

Delle 72 pagine che compongono il verbale d’udienza l’ex assessore ricostruisce tutte le estorsioni compiute sul territorio di Caivano, rimarcando che le determinazioni venivano ‘passate’ da Falco Armando e Ponticelli Gaetano.

Alla domanda del PM su chi proponeva le ditte che dovevano avere gli affidamenti, l’ex assessore risponde: “ogni politico ha proposto una ditta, ogni ditta che ha vinto al comune di Caivano è collegata a un politico”, nessuna ditta ha vinto a Caivano onestamente.

Alla domanda del PM su chi emetteva il certificato di esecuzione dei lavori, la risposta del Peluso è stata Zampella, se era proprio “sotto pressione”.

Nel proseguo dell’interrogatorio ha reso altre importanti dichiarazioni in merito al sistema di affidamento delle gare e delle tangenti.

Ma di questo ne parleremo alla seconda puntata dello speciale Parla Peluso, non si salva nessuno!