“Non è crisi è cattiva gestione”. E’ lo slogan dello striscione dei lavoratori dell’azienda Harmont & Blaine, dopo l’annuncio del licenziamento collettivo per 32 dipendenti. Harmont & Blaine, ubicata a Caivano nella zona Asi di Pascarola, si occupa della produzione e commercializzazione import/export di guanti in pelle, produzione e commercializzazione di articoli di abbigliamento e accessori pe l’abbigliamento.
Dunque tempi duri per 32 famiglie. La società ha annunciato che intende espletare la procedura di licenziamento collettivo per ben 32 dipendenti, dislocati nella sola unità produttiva di Caivano. Un provvedimento comunicato, tra gli altri, alle varie organizzazioni sindacali e alla rappresentanza sindacale unitaria dell’opificio caivanese.
La procedura di licenziamento viene avviata in relazione alle condizioni, situazioni e motivazioni che vengono, poi, precisate e i lavoratori coinvolti riguardano la sede produttiva di Pascarola, che conta 129 dipendenti. Tra i motivi della decisione la situazione di eccedenza del personale, “perché – si legge tra l’altro nella nota della società – negli ultimi anni l’intero settore di abbigliamento-moda, ed in particolare quello relativo al mercato italiano, è stato investito da una profonda crisi caratterizzata da una significativa riduzione dei volumi di produzione e vendita, nonchè da una crescente pressione competitiva da parte di Paesi con costi produttivi sensibilmente inferiori”.
“Questi fattori – prosegue il comunicato – hanno compromesso l’equilibrio economico-finanziario di molte imprese, aggravando una situazione già fragile, venutasi a creare nel periodo post-pandemico. Per evitare un ulteriore deterioramento dei risultati economici, che potrebbe compromettere la continuità e la competitività del brand, la società ritiene improcastinabile un intervento di riduzione degli organici della citata unità produttiva di Pascarola”. Ma ora i lavoratori scendono in campo insieme alle sigle sindacali per rivendicare il loro posto di lavoro.



