“Caivano, la storia infinita”. E’ il titolo del libro della casa editrice Astra Editori che offre una narrazione diversa di chi nella cittadina ci vive. Il volume è stato presentato a Roma, presso la Camera dei Deputati. Leggendo il testo di questi scrittori si scoprono molte cose e fatti, verosimilmente non conosciute e si può approfondire quelle già note o sentite soltanto raccontate.
Gli autori dell’opera sono persone qualificate. La maggior parte di loro conosce, vive o ha vissuto il vasto comprensorio di Caivano. Inoltre, alcuni hanno pubblicato già altri testi. Tra gli autori ci sono il deputato locale Pasquale Penza, il giornalista Francesco Celiento, l’attivista ambientale Enzo Vanacore, il poeta Gerardo Grimaldi, la giovane scrittrice Simona Laurenza, Luigi Sirletti, impegnato in battaglie per la vivibilità nel Parco Verde, Michele Di Giuseppe, Raffaele Rosano, Francesco Fortunato e l’associazione “Teniamoci per mano”.
Quello che emerge dalla lettura del libro e che Caivano non è solo la Terra dei Fuochi e, grazie alla forza di volontà e la voglia di cambiare che prepotente viene fuori dalle pagine, si rafforza e diventa una concreta speranza collettiva quella di riuscire finalmente a voltare pagina.
“Si parte da quella che è la nostra storia, la nostra cultura, le nostre tradizioni per giungere alla Caivano che era – spiega il giornalista Francesco Celiento, direttore del periodico Caivano Press – si, perché dai racconti emerge anche un paese felice di qualche decennio fa. Per contro, ascoltando le attuali notizie, stando agli ultimi accadimenti, ha il sopravvento l’immagine di una Caivano intristita, orfana del suo sorriso. E solo aggrappandosi alle sue bellezze, descritte anche in questo libro, forse lo ritroverà”.
Cartoline da Caivano scritte da chi nella cittadina ci vive, voci che ci trasmettono una descrizione reale del paese, lontano dai riflettori e dalle propagande, una realtà di situazioni contrastanti, tra bellezze e problematiche, tra erbacce ancora da estirpare e fiori all’occhiello.
Inevitabilmente dai racconti viene fuori il Parco Verde non sempre in ottica negativa e la Terra dei Fuochi: al contrasto si scopre che la blasonata e storica Coppa Caivano, gara ciclistica, è nata appena poco dopo il Giro d’Italia, cioè 115 anni fa, e che Peppino De Filippo ha chiamato “Caivanella” la sua villa romana in onore e nel ricordo del periodo trascorso nella nostra ridente cittadina, dove c’era l’aria buona.
Il Santuario della Madonna di Campiglione, in ricordo del miracolo avvenuto nel 1483, quando la Madonna, nostra patrona, staccò il capo dal dipinto, come ancora oggi è raffigurata; il castello Medioevale, purtroppo intonacato più che ristrutturato.
Personaggi come Nicolò Braucci e Francesco Morano. I palazzi storici, le tradizioni culinarie. Ci sono tanti punti fermi da cui poter ripartire.
Insomma, da queste pagine di sogni-speranze-progetti esce fuori una generazione stanca della Caivano raccontata male e, finalmente, una forte volontà di scrivere un nuovo capitolo. Il sito della casa editrice è www.astraeditori.it





