«Questo progetto rappresenta un momento importante di sensibilizzazione e confronto per la nostra comunità. Parlare di rispetto, comunicazione non violenta e relazioni sane, significa investire sulla crescita sociale ed educativa di Caivano». Sono le parole del sindaco Antonio Angelino, nel corso del suo intervento al primo work shop dell’iniziativa denominata “Il Rispetto che mi Aspetto”, promosso dal Comune e attuato dalla cooperativa sociale “Il Quadrifoglio”, per contrastare violenza, bullismo e prevaricazione.
Un piano importante finalizzato alla realizzazione di interventi innovativi di prevenzione e sensibilizzazione sul territorio. All’incontro, svoltosi presso il “Polo Millegiorni” del Parco Verde sul tema “Il rispetto nella comunicazione e nelle relazioni”, oltre alla fascia tricolore, hanno partecipato tra gli altri Giuseppe Precchia (assessore comunale ai servizi sociali), Lidia Ronghi e Serena Capozzi, rispettivamente presidente e vicepresidente della cooperativa sociale “Il Quadrifoglio”.
«Come governo locale – chiosa il primo cittadino – riteniamo fondamentale che questi temi non restino confinati a singole iniziative, ma vengano diffusi in maniera sempre più capillare in tutti i quartieri della città, nelle scuole, nelle famiglie, nelle parrocchie e nei luoghi della vita comunitaria. La cultura del rispetto deve diventare un percorso costante e condiviso, capace di coinvolgere cittadini, operatori sociali, realtà associative e istituzioni”.
Poi Angelino aggiunge: “Caivano ha bisogno di occasioni come questa: spazi di ascolto, dialogo e partecipazione, attraverso i quali rafforzare i legami della comunità e costruire, soprattutto per le nuove generazioni, un territorio più consapevole, attento e responsabile”.
«Con il via libera al programma – dice Ronghi – vogliamo accendere una luce sulle relazioni di ogni giorno, perché è dai piccoli gesti, dalle parole e dall’ascolto che nasce una comunità più forte e attenta. Coinvolgere bambini, giovani e famiglie significa seminare rispetto, fiducia e consapevolezza, per contrastare insieme ogni forma di violenza e far sentire nessuno solo».
«Il Rispetto che mi Aspetto – sottolinea Capozzi – si inserisce nel più ampio impegno della nostra cooperativa nella promozione dei diritti, dell’inclusione sociale e della prevenzione della violenza. L’intento è rafforzare l’attenzione della comunità verso la qualità delle relazioni quotidiane, riconoscendo nei gesti, nelle parole e nell’ascolto i presupposti essenziali di una convivenza civile matura e responsabile. E il coinvolgimento attivo di bambini, giovani e famiglie rappresenta una scelta strategica per promuovere processi duraturi di crescita culturale e sociale, fondati su rispetto, fiducia e consapevolezza condivisa, contribuendo alla costruzione di una comunità nella quale nessuno resti ai margini o in condizioni di solitudine e in cui ogni forma di violenza possa essere prevenuta attraverso la responsabilità collettiva».







