Disabili dimenticati a Caivano, questo il riassunto dell’articolo apparso su La Gazzetta Sociale, portale dedicato al sociale. Richieste ignorate, consulta assente come il lavoro sul territorio dell’assessore Giuseppe Precchia. Caivano merita di più!
Mesi di richieste inoltrate senza risposta. Domande legittime su inclusione, accessibilità e diritti dei minori con disabilità rimaste nel vuoto. È lo scenario denunciato dalla Consulta per i Diritti delle Persone con Disabilità del Comune di Caivano, che rompe il silenzio con un comunicato dai toni sempre più preoccupati, accusando l’amministrazione comunale di non fornire risposte su questioni cruciali per centinaia di famiglie del territorio.
Le richieste ignorate
«Ad oggi, nonostante le comunicazioni inviate e i successivi solleciti, la Consulta non ha ricevuto alcun riscontro», denuncia l’organismo in un documento che evidenzia la frustrazione accumulata dopo mesi di tentativi di dialogo.
Negli ultimi mesi, la Consulta ha trasmesso diverse note e richieste di chiarimento al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, agli assessori competenti e ai consiglieri comunali. Tuttavia, nessuna risposta è arrivata.
I temi sollevati non riguardano questioni marginali: dall’inclusione dei minori con disabilità nelle attività estive promosse sul territorio all’accessibilità dei servizi, fino alla piena partecipazione alla vita sociale e alle misure necessarie per garantire pari opportunità a tutti i cittadini. Si tratta, come sottolinea la stessa Consulta, di richieste «semplici, legittime e coerenti con la missione istituzionale» dell’organismo.
Le attività estive
«La Consulta ha chiesto di conoscere quali misure siano state previste per garantire una reale inclusione dei bambini e dei ragazzi con disabilità e se siano previsti adeguati sostegni educativi individualizzati affinché nessuno venga escluso», si legge nel comunicato.
Una preoccupazione più che comprensibile, considerando che il periodo estivo è ormai alle porte e molte attività sono già in fase di avvio.
«Non è polemica, è democrazia»
La Consulta precisa di non voler entrare in contrapposizione con l’amministrazione, ma di voler contribuire, attraverso il dialogo e la collaborazione, alla costruzione di politiche realmente inclusive.
«Non si tratta di una questione che riguarda la Consulta in quanto tale», evidenzia il documento. «Riguarda il rapporto che le istituzioni instaurano con le persone che rappresentano bisogni, istanze e diritti troppo spesso ignorati o relegati ai margini del dibattito pubblico».
Un campanello d’allarme più ampio
Il tema del mancato confronto istituzionale emerge anche rispetto ad altre questioni già affrontate dalla Consulta.
«Le recenti prese di posizione sul tema dell’autismo e dei servizi destinati ai giovani e agli adulti con disabilità dimostrano l’impegno costante dell’organismo», ricorda il comunicato. Anche su questi fronti, però, il dialogo con l’amministrazione sembra essersi interrotto.
Disponibilità al confronto e un monito chiaro
La Consulta rinnova pubblicamente la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione con tutte le istituzioni comunali, nella convinzione che il dialogo rappresenti l’unica strada per affrontare i problemi e individuare soluzioni condivise.
Al tempo stesso, lancia un messaggio netto: «Il silenzio, invece, non aiuta nessuno».
Un richiamo diretto all’amministrazione comunale affinché venga garantita attenzione alle persone con disabilità e alle loro famiglie, che non possono essere lasciate ai margini dell’azione istituzionale.
Per la Consulta, una comunità si misura dalla capacità di ascoltare i cittadini più fragili e di costruire occasioni concrete di inclusione. Resta ora da capire se, dopo questo nuovo appello pubblico, arriveranno finalmente le risposte attese.



