Caivano abbassa le barriere del pregiudizio: ai nastri di partenza il nuovo capitolo di “Codice Rainbow”

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Inaugurata lunedì la nuova fase del piano di inclusione sociale. I dati dell’ultimo rendiconto evidenziano l’importanza del centro d’ascolto: quasi 400 colloqui effettuati e risposte concrete contro l’isolamento e la precarietà lavorativa.

CAIVANO – Un argine sicuro contro le discriminazioni che rinnova la sua sfida sul territorio. Lunedì 6 si è svolto l’appuntamento pubblico per l’apertura del terzo anno di attività di “Codice Rainbow”, la rete di tutela rivolta alle persone colpite da forme di intolleranza legate all’identità di genere e all’orientamento affettivo nel comprensorio locale e all’interno del Parco Verde. L’avvio delle nuove strategie poggia sui solidi pilastri costruiti nelle fasi precedenti, i cui risultati e riscontri qualitativi sono stati dettagliatamente illustrati nel report ufficiale “Relazione FINALE Attività Codice Rainbow”

La mappa del supporto: i dati dell’accoglienza

L’efficacia del servizio emerge dalle metriche sull’affluenza raccolte dagli operatori, che confermano il Centro come un punto di riferimento fondamentale per la cittadinanza. Sono state infatti 37 le persone che si sono rivolte alla struttura in cerca di orientamento e supporto. Tra queste, l’equipe ha gestito 20 contatti a distanza e strutturato 20 percorsi di vera e propria presa in carico personalizzata.

A dimostrazione del legame di profonda fiducia instaurato con la comunità, gli specialisti hanno effettuato ben 389 colloqui complessivi. Le attività si sono sviluppate su due fronti logistici ben distinti: le consulenze di area psicologica hanno trovato spazio direttamente all’interno del Parco Verde, mentre la tutela legale è stata ospitata nei locali della biblioteca cittadina.

Lavoro e riscatto economico

Oltre al benessere emotivo e legale, il progetto ha puntato molto sul raggiungimento dell’indipendenza economica. Il servizio dedito all’impiego ha erogato 52 ore di consulenza e bilancio delle competenze, portando a termine 17 interventi di accompagnamento professionale, inclusi due casi gestiti con massima urgenza. Questa spinta ha permesso a uno dei beneficiari di ottenere un’imminente opportunità di inserimento in azienda.

Inoltre, basandosi sulle reali necessità occupazionali della zona – fortemente legata al settore manifatturiero e dei servizi –, sono stati pianificati due percorsi di formazione validati dalla Regione Campania e incentrati sulla cura e sulla sanificazione degli ambienti lavorativi. I corsi, previsti per un massimo di 15 allievi, contano già 9 adesioni formalizzate, ripartite tra cinque uomini e quattro donne.

Superare la diffidenza: gli obiettivi futuri

I traguardi raggiunti assumono un valore ancora più alto se si pensa che la fase iniziale ha dovuto scontrarsi con le ritrosie e i timori dei residenti nel chiedere aiuto. L’isolamento è stato progressivamente scardinato grazie ad iniziative calcistiche inclusive, ai laboratori sull’affettività nelle aule dell’istituto “Don Milani” e al dialogo costante con i ragazzi del Forum dei Giovani.

Nelle valutazioni finali degli specialisti si legge un forte ottimismo: nonostante le piaghe sociali e la criminalità, Caivano si sta rivelando un terreno fertile per un profondo cambiamento culturale. La nuova stagione del progetto raccoglie questa eredità ponendosi tre mete precise: estendere la rete a un numero ancora maggiore di cittadini, consolidare le alleanze con il volontariato locale e incrementare l’attività di indagine per produrre nuovi strumenti capaci di abbattere gli stereotipi.