Amministratori e carabinieri, nottata a caccia della “puzza insopportabile”

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CAIVANO -(com. stampa Comune) – Sopralluoghi fino a tarda notte ieri sera 16 settembre di una delegazione di amministratori, accompagnata dai carabinieri, nella zona Asi contro l’odore nauseabondo che si diffonde sul territorio rendendo l’aria irrespirabile. Mobilitata la polizia locale. Predisposti controlli alle industrie anche questa mattina Caivano. L’odore nauseabondo che si è diffuso ieri notte sul territorio ha fatto scattare la mobilitazione dell’amministrazione comunale, ovviamente nell’ambito dei poteri che la legge conferisce agli amministratori locali, sulla delicata e spinosa questione.

Alle ore 23 e 30 circa, una delegazione della giunta (tra cui il vicesindaco Diana Bellastella e l’assessore Luigi Falco), guidata dall’assessore all’Ambiente, Claudio Castaldo, e formata da alcuni consiglieri comunali, tra cui il medico Antonio Mariniello e l’esponente di Forza Italia Giuseppe Mellone, appena si è accorta del tanfo diffuso su tutto il territorio, ha immediatamente avvertito la Tenenza dei carabinieri chiedendo l’intervento di una Gazzella per effettuare i dovuto controlli.

Dopo pochi minuti, amministratori e forze dell’ordine hanno eseguito una serie di sopralluoghi in alcune delle aziende più a rischio, da quelle che si occupano della macellazione dei polli fino al depuratore riscontrando l’origine dell’odore nauseabondo. Dopo i riscontri la verifica, questa mattina il dirigente del settore Ambiente, Vito Coppola, ha disposto, sempre nella zona Asi, una serie di verifiche affidate alla polizia locale.

“Di più non possiamo fare – spiega l’assessore all’Ambiente Claudio Castaldo -. Ieri notte, appena si è diffuso l’odore nauseabondo, ci siamo immediatamente mobilitati predisponendo, insieme alle forze dell’ordine, una serie di controlli fino a notte fonda che la polizia locale ha continuato questa mattina con l’obiettivo di capire se le aziende fossero in regola e se c’è possibilità di evitare che le industrie producano durante la loro attività un odore disgustoso che si diffonde su tutto il territorio comunale e nei paesi limitrofi. E’ assurdo che questo fenomeno strano vada avanti da anni e nessuno ha mai fatto nulla almeno per capire cosa succede e cosa si può fare per tentare di impedire che l’aria diventi irrespirabile. Noi stiamo facendo e faremo il possibile rispetto a quanto prevede la legge ma spero che tutti, partendo dall’Asl, si muovano con atti e interventi rapidi e concreti al fine di tutelare la legalità e la salute dei cittadini”.

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Francesco Celiento, giornalista dal 1997, diventa pubblicista a soli 22 anni scrivendo il suo primo articolo nel 1992. Inizia a collaborare con quotidiani come "Il Giornale di Napoli" "Il Roma", "Cronache di Napoli" come corrispondente locale di cronaca nera, bianca e sport. Può vantare diverse collaborazioni nel corso della sua carriera, con i giornali: "Napoli Metropoli", "Ideacittà", "Cogito", "Non solo sport", "Freepress", "L'orizzonte", "Città del fare News". Ha lavorato come addetto stampa del comune di Caivano (2004) e di Frattamaggiore (2006); si è inoltre occupato di rassegne stampa nel mondo della moda e dei concorsi di bellezza (Miss Italia, Miss Mondo). Collabora con il Giornale di Caivano dal 2015, anno in cui insieme a Pasquale Gallo, ha fondato il blog. Da pochi mesi è addetto stampa dell'osservatorio per la legalità di Scampia. Ha avuto diversi riconoscimenti alla carriera, come il Premio Giornalistico "Don Gaetano Capasso" e la menzione speciale, come giornalista locale, per il Premio Eccellenze di Caivano nel 2017.

2 COMMENTS

  1. Tra ieri e oggi sono stati trovati 2 piccioni morti nel comune. Non so se dipende sempre da questa puzza che si sente. Morti intendo non sparati ma , non riuscivano a volare e dopo qualche oretta sono morti. Forse sarebbe stato il caso di farli analizzare e capire da cosa sia dipesa la morte.

  2.  finirà mai questa storia? Poi ci lamentiamo delle malattie, con quello che ci fanno respirare e mangiare. Non è un segreto che quello che producono aziende come la miso e la proteg viene usato come mangimi per animali che mangeremo noi. Le leggi ci sono e sono chiare, quello che manca é il controllo (per non parlare dei corrotti che non vogliono controllare, ma questa è un’altra storia)

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