La grande tensione a Pascarola e il saluto canoro di Ivan Granatino

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La festa di Pascarola non è terminata come si auguravano gli organizzatori e i fans di Ivan Granatino che erano pronti ad affollare la piazza della frazione di Caivano, ma tutto è bene quel che finisce bene.

Infatti dopo la visita della commissione di sicurezza nel pomeriggio e la decisione di vietare il concerto la piazza era diventata una vera e propria polveriera pronta a scoppiare.

I problemi emersi

La commissione di sicurezza si è riunita oggi per verificare la pianificazione, progettazione e verifica dei parametri per un concerto che avrebbe portato in un piccolo spazio più di mille persone. I vigili del Fuoco dopo aver verificato la mappa prodotta per la festa hanno costato che le misure erano errate e non vi era spazio a sufficienza per accogliere quel numero di persone oltre a non esserci vie di fuga in caso di pericolo.

I responsabili, esperti in materia, hanno spiegato che con una grande affluenza e con una possibile fuga di persone c’era il rischio di schiacciamento e morte per quelli che sarebbero caduti e quindi non hanno potuto dare il parere favorevole.

Lo sfogo di Don Salvatore

Il parroco della chiesa di San Giorgio Martire, Don Salvatore Verde, dopo aver appreso la notizia e spinto da diversi residenti è salito sul grande palco pronto per l’evento e ha minacciato di non muoversi, in attesa dell’inizio del concerto.

Le fasi sono state concitate e confusionarie, in piazza sono giunte tantissime persone inferocite, con la polizia municipale e i carabinieri in evidente difficoltà.

L’opera di convincimento

Don Salvatore dal palco ha raccontato diverse vicende e spiegato il grande lavoro che viene fatto tutti i giorni in comunità per sconfiggere soprusi e camorra, chiedendo a gran voce che la piazza venisse aperta. Ha parlato telefonicamente con diverse persone, tra cui il commissario straordinario Fernando Mone che ha tentato di spiegare gli accadimenti. Sul palco è salito anche Ciro Pisano, dell’associazione Giovani Liberi per Caivano e Giuseppe Mellone, ex consigliere comunale che sono stati vicini a Don Salvatore tentando di spiegare il caso.

La scintilla che non è scattata

Se non è successo nulla grande merito è stato delle forze dell’ordine. Come detto la piazza era una polveriera pronta a scoppiare e in pochi minuti era piena zeppa di carabinieri. Il tenente Antonio La Motta con grande freddezza ha parlato molto con Don Salvatore e con gli organizzatori chiedendo ai propri uomini solo di osservare. C’è stato qualche attimo di tensione, ma fortunatamente tutto è rimasto nello sfogo che man mano (in almeno due ore) è svanito.

L’arrivo di Ivan Granatino

Verso le 21,00 è arrivato l’atteso Ivan Granatino che si è messo al centro della piazza spiegando che queste cose possono avvenire e la colpa specifica non è di nessuno. Solo in quel momento Don Salvatore è sceso dal palco per raggiungere il cantante al centro della piazza e abbracciarlo. Il cantante senza voler mettere in difficoltà nessuno ha voluto cantare per il suo pubblico qualche canzone senza il microfono e strumenti musicali, promettendo un prossimo concerto.

 

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