Campiglione 2020. Due grandi donne caivanesi del passato

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Gaetano Di Mauro in occasione della Festa di Campiglione ricorda due grandi donne caivanesi: Desdemona Cafaro e Cattolica Guarino.

Nella foto con Padre Cosimo Pagliara durante la mostra di articoli d’epoca al Santuario di Campiglione.

Desdemona Cafaro, ‘A Vammana, nacque nel 1907 in fondo a via Libertini, n’gop o’ curzzo, attuale via Diaz al confine con Crispano. A 23 anni venne assunta dal Comune di Caivano come ostetrica con il diploma rilasciato dalla commissione medica del Policlinico.

Ben presto incomincia ad entrare nelle grazie delle partorienti soprattutto per disponibilità, conoscenza e serietà. In quel periodo partorire in ospedale era appannaggio di pochissime famiglie e la stragrande maggioranza delle donne partoriva in casa.

I figli nati tra il 1930 e il 1960 sono quasi tutti figli suoi, infatti dopo il parto diceva: ‘Oggi è nata un’altra mia creatura’.

Desdemona Cafaro

A Caivano diventò quasi un istituzione omaggiata e da tutti rispettata. Era solita frequentare le partorienti già dall’ottavo mese per essere subito pronta ad intervenire conoscendo con anticipo la donna e l’ubicazione della casa.

Donna anche di grande generosità, alle famiglie povere non solo non prendeva compenso ma donava piccole cifre. Fu donna pia e coraggiosa, su d lei si raccontano tantissimi aneddoti, ma quello più ricordato è quando i nazisti nel 1943 incominciarono a rastrellare gli ebrei per spedirli nei lager, lei su richiesta di un’amica di Frattamaggiore nascose una donna e la figlia piccola durante un ispezione dei tedeschi e lei spacciò per sua cugina e sua figlia salvandole dalla morte. Morì nel 1984, ai giorni d’oggi sarebbe stata insignita della nomina di Cavaliere della Repubblica.

Cattolica Guarino, zì Cattolica, nasce a Pascarola, frazione di Caivano nel 1885 e già da piccola cominciò a manifestare l’amore per la chiesa e a seguire i dettami della fede cristiana. 

Già da piccola si dedicava assiduamente a lenire le sofferenze di persone anziane e terminali. La si incontrava sempre col sorriso sulle labbra e aveva sempre una parola buona con tutti. Era amante dei bambini e le contadine dell’epoca le consegnavano i propri figli quando dovevano aiutare i propri mariti nel faticoso lavoro dei campi. Non volle mai maritarsi, rifiutando tutti i pretendenti ed era rispettata da tutti.

Quando morì nel 1971 fu vestita di bianco e ai suoi funerali, dietro la sua bara c’era tutta Pascarola. Fino a pochi anni fa c’era l’usanza delle spose della zona che donavano al cimitero sulla sua tomba ubicata nel loculo comunale 565, quarta fila, il bouquet di fiori

2 COMMENTS

  1. Desidero ringraziare l’autore dell’articolo sig. Gaetano Di Mauro per questo bellissimo ricordo di mia madre Desdemona Cafaro che è stata una vera istituzione a Caivano. Nell’articolo si dice che se fosse vissuta oggi sarebbe stata insignita della nomina di Cavaliere della Repubblica. A me basterebbe che le venisse dedicata l’intestazione di una strada a ricordo. Naturalmente ci sono anche altre persone che meriterebbero lo stesso onore invece di intestarle ai Savoia che hanno rovinato l’Italia o ad altrettanti illustri sconosciuti. Tanto per fare un esempio: al partigiano Mimì Donesi. Faccio sommessamente notare che nell’articolo è presente un refuso tipografico quando si fa riferimento all’anno 1947. La guerra era finita già da due anni.

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