A Caivano ancora troppi edifici con lastre di amianto. Le proteste dei cittadini

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Sono tante le segnalazioni di cittadini che chiedono la bonifica di edifici contenenti amianto in diverse aree di Caivano. Una segnalazione recente è stata fatta al consigliere regionale Francesco Emilio Borelli, riguardo al capannone ormai sotto sequestro dal 2016, presente in via Fratelli Rosselli: “La situazione dovrebbe sbloccarsi a breve. È un’area sequestrata alla camorra che dovrà essere data in affidamento al Comune. Faremo pressioni affinché si intervenga in tempi brevi.”

Sempre nella stessa zona, a via Paolo Sesto, ci è giunto l’appello di una cittadina che non sa più a chi rivolgersi, dopo aver tentato più volte un dialogo con il proprietario di un’abitazione confinante alla sua, che presenta dell’amianto sulla copertura del fabbricato ed è presente anche una canna fumaria di amianto all’interno dell’edificio, che attualmente è in disuso.

La struttura non è isolata, ma circondato da case, la tettoia dove è presente il materiale pericoloso è esposta all’aria ed è confinante all’abitazione di questa cittadina che non si sente al sicuro, per il terrore di inalare delle spore di amianto.

Il parere tecnico

Nonostante i continui solleciti per intervenire alla rimozione dell’amianto o all’isolamento dell’area, con la presenza anche dei vigili urbani, i proprietari dell’abitazione hanno sostenuto che non si trattasse di amianto e di aver costruito la tettoia, quando già era in vigore la legge che ne vietasse la produzione.

I vicini si sono rivolti ad un tecnico specializzato per dei rilievi in modo da certificare se la tettoia presentasse o meno delle spore di amianto e dal campione analizzato, costituito da frammenti di lastra in fibrocemento, è emerso che sono presenti quantità di sostanze quali: crisotilo, amosite, crocidolite, fibre libere e polveri, con caratteristiche di pericolo HP5 E HP7.

Secondo il parere tecnico, il campione è definito rifiuto speciale pericoloso e dovrà essere rimosso presso un impianto idoneo di smaltimento.

Abbiamo parlato con i proprietari dell’abitazione, che hanno confermato di aver incaricato, a loro volta, una ditta specializzata atta a rimuovere l’amianto. Bisognerà attendere solo dei brevi tempi tecnici e finalmente si potrà procedere.

La legge 257 del 1992

L’amianto è cancerogeno, ciò è stato certificato scientificamente, ed è stato vietato nel 1992 con la legge n. 257, mettendo a bando tutti i prodotti contenenti amianto, vietando l’estrazione, l’importazione, la commercializzazione e la produzione secondo un programma di dismissione il cui termine ultimo è fissato al 28 aprile 1994.

A Caivano, sembra che questa legge non sia mai stata compresa del tutto. Visto che nel 2021, ci sono anche delle persone che si liberano di questo rifiuto speciale pericoloso, abbandonandolo per strada, mettendo quindi in pericolo la salute di tutti.

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