Gli studenti del Morano incontrano la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo

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Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale, nell’aprile del 1981 venne ucciso sulla Tangenziale di Napoli da un commando della Nco di Raffaele Cutolo perché cercava di contrastare il suo potere all’interno del penitenziario napoletano. Era un valoroso e fedele servitore dello Stato che non si piegò davanti all’arroganza del boss di Ottaviano che proprio a partire dal carcere di Poggioreale costruì la sua fama e il suo impero del male.

Una vicenda a lungo dimenticata raccontata nel documentario “Le ultime parole del boss” scritto da Raffaele Brunetti, Enrico Nocera e Antonio Mattone andato in onda su Rai2 e oggi riproposto da Canale 21. Il documentario, che è stato visto dagli alunni della scuola Morano, è anche uno spaccato della vita cittadina dell’epoca, dove si intrecciano la guerra di camorra, il terrorismo, le vicende legate alla ricostruzione del dopo terremoto il rapimento di Ciro Cirillo.

Dopo i saluti del prefetto Filippo Dispenza coordinatore della Commissione straordinaria di Caivano e del procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord Maria Antonietta Troncone, gli studenti dialogheranno con la presidente Chiara Colosimo, con il direttore de Il Mattino Francesco de Core, con il giornalista e scrittore Antonio Mattone e con il figlio di Giuseppe Salvia, Claudio, oggi funzionario della Prefettura di Napoli. L’incontro sarà moderato dalla dirigente scolastica Eugenia Carfora.

Giuseppe Salvia è stato un martire civile, un martire della solitudine, lasciato da solo a contrastare il più grande criminale della storia repubblicana italiana, e oggi rappresenta un esempio di onestà e rettitudine per le giovani generazioni.

 

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