Gaetano De Masi, il caivanese con il cuore biancoblù: Cantù resta casa sua

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Ci sono legami che il tempo non riesce a spezzare. Quello tra Gaetano De Masi, originario di Caivano, e la storica Pallacanestro Cantù è uno di questi.

A quarant’anni dalle straordinarie stagioni vissute in Lombardia, De Masi è tornato a Cantù per presentare il libro “Cantù, Pallacanestro e non solo (come eravamo)”, realizzato insieme a Roberto Bergogni. Due giorni intensi, vissuti tra emozioni, ricordi e l’abbraccio di amici, ex giocatori e protagonisti di un’epoca che ha fatto la storia della pallacanestro italiana.

Nel suo racconto, De Masi descrive l’emozione della cena con gli ex ragazzi dell’ABC Cantù come una scena del film Sapore di mare: quarant’anni dopo, tutti nuovamente insieme, con i capelli più grigi ma con la stessa voglia di ricordare. «Sembrava che il tempo si fosse fermato», racconta, ripercorrendo le storie di vita di ciascuno.

Tra i momenti più toccanti, la visita all’amico ed ex campione Ivano Castellani, costretto a casa dopo un incidente motociclistico. Un incontro segnato dalla commozione reciproca, che per l’autore rappresenta uno dei ricordi più intensi del viaggio.

La presentazione del libro, moderata dal giornalista Sergio Nicastro, ha visto la partecipazione di grandi nomi come Carlo Recalcati, Pierluigi Marzorati e il presidente Allievi. Il volume è dedicato a tutti quei protagonisti che non ci sono più ma che hanno contribuito a rendere grande Cantù, dentro e fuori dal parquet.

De Masi ricorda con affetto anche l’intervento di Recalcati, definito una vera e propria “lectio magistralis” sul valore sociale della pallacanestro canturina, e l’umiltà di Marzorati, che ha ripercorso la propria carriera con semplicità, soffermandosi anche sulla visita fatta anni fa agli studenti della scuola “Turati”, invitato proprio dallo stesso De Masi.

L’autore sottolinea come gli anni trascorsi a Cantù abbiano segnato profondamente la sua vita. «Nei sette anni vissuti lì ho conosciuto solo persone eccezionali», scrive, ricordando dirigenti, allenatori e amici che hanno contribuito alla sua crescita umana oltre che sportiva.

Particolarmente significativo anche il riferimento alla pergamena ricevuta nel 2019, al momento del pensionamento da dirigente scolastico: “Ci mancherà il suo DNA di allenatore che l’ha portata a dirigere la scuola con uno spirito di squadra, puntando sulla valorizzazione del potenziale nascosto dentro ciascuno.” Un riconoscimento che, per De Masi, dimostra come gli insegnamenti del basket abbiano accompagnato tutta la sua vita.

Un ringraziamento particolare Gaetano De Masi lo ha voluto rivolgere al presidente della Pallacanestro Cantù, Roberto Allievi, e ai suoi due grandi amici, il coach Paolo Montorfano e l’architetto Vittorio Beretta, che hanno organizzato con grande passione la presentazione del libro e reso possibile due giornate ricche di emozioni, ricordi e autentico spirito biancoblù. «Senza il loro impegno – sottolinea De Masi – tutto questo non sarebbe stato possibile». Un gesto di riconoscenza che testimonia ancora una volta il forte legame umano nato a Cantù e rimasto immutato nel tempo.

Il suo saluto finale racchiude il senso di questo ritorno: «Non perdiamoci di vista. Vi voglio bene.» Un messaggio semplice ma sincero, che testimonia il legame indissolubile tra un caivanese e una città che continua a considerare la sua seconda casa.