CAIVANO – Tra i proclami a mezzo stampa e la realtà dei fatti c’è di mezzo un abisso, e a farne le spese sono ancora una volta i più fragili. Era il 9 luglio quando l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Caivano si spendeva in dichiarazioni trionfalistiche: «Abbiamo dato la possibilità anche ai minori con disabilità di partecipare ai campi estivi, di essere accompagnati fornendo noi come Comune un supporto, un terapista…».
A parole, un quadro perfetto. Nei fatti, un fallimento.
Oggi è il 31 luglio, la stagione estiva è nel vivo e i campi stanno per volgere al termine, ma per molti bambini con disabilità quelle parole sono rimaste solo un guscio vuoto. A denunciare la situazione è la Consulta dei Disabili del Comune di Caivano, che con una nota ufficiale ha messo a nudo la distanza siderale tra la propaganda dell’amministrazione e la vita reale dei cittadini.
Promesse da intervista, zero risposte alle famiglie
Diverse famiglie hanno segnalato di non essere mai state contattate dal Comune per l’attivazione degli operatori e dei terapisti promessi. Risultato? Senza il supporto garantito dall’Ente, i minori non hanno potuto partecipare ai campi estivi.
Non si tratta di una banale svista burocratica o di un semplice ritardo di calendario: privare un bambino con disabilità di un’occasione di socializzazione, crescita e svago significa negargli un diritto. L’inclusione non è una benevola concessione dell’amministrazione di turno, né un tema da spendere durante un’intervista per raccogliere qualche consenso rapido. È un diritto sancito dalle leggi e dalla Costituzione.
La politica degli annunci contro la realtà dei fatti
La Consulta dei Disabili ha scelto un tono responsabile, dichiarando di non voler alimentare polemiche ma di pretendere fatti concreti. Tuttavia, la responsabilità politica di questa gestione fallimentare ricade interamente sull’Assessorato alle Politiche Sociali.
Garantire un servizio a luglio inoltrato — o non garantirlo affatto — equivale a non averlo mai programmato con serietà. L’inclusione non si misura con i comunicati stampa patinati né con i bei discorsi sulle “pari opportunità”, ma con l’efficienza degli uffici e la tempestività dei servizi erogati.
L’Amministrazione comunale e l’Assessore alle Politiche Sociali non possono più nascondersi dietro al silenzio: servono chiarimenti immediati sullo stato delle procedure e, soprattutto, soluzioni veloci. I cittadini e le famiglie di Caivano non chiedono favori, ma pretendono il rispetto degli impegni presi.



