A quasi due anni dallo sgombero dei primi 36 alloggi popolari occupati abusivamente al Parco Verde, il Comune di Caivano ha inviato gli avvisi di pagamento della TARI anche agli ex occupanti degli appartamenti liberati nel novembre 2024.
Le buste, recapitate agli indirizzi degli immobili sgomberati, fanno emergere un possibile disallineamento tra l’Ufficio Tributi e gli altri uffici comunali incaricati della gestione del patrimonio abitativo.
L’operazione di sgombero, eseguita il 28 novembre 2024 su disposizione della Procura di Napoli Nord, rappresentò uno degli interventi più significativi di ripristino della legalità al Parco Verde. Furono impiegati circa 500 uomini tra Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale, Vigili del Fuoco ed Esercito.
Gli accertamenti avevano evidenziato che le 36 famiglie occupavano gli alloggi senza titolo. Nessuna delle posizioni risultò sanabile: alcuni nuclei presentavano redditi incompatibili con l’edilizia residenziale pubblica, altri erano gravati da precedenti penali o risultavano collegati ad ambienti della criminalità organizzata e dello spaccio di droga.
Lo sgombero costituiva soltanto la prima fase di un piano molto più ampio avviato dalla Procura e dal Commissario straordinario. L’inchiesta riguarda infatti 240 alloggi occupati abusivamente, con 419 persone indagate per occupazione senza titolo e altri reati connessi.
Proprio per questo sorprende l’invio degli avvisi TARI agli ex occupanti di appartamenti ormai sgomberati e rientrati nella disponibilità pubblica. Una circostanza che pone interrogativi sull’aggiornamento delle banche dati comunali e sul coordinamento tra gli uffici competenti.
Ora sarà necessario verificare se si tratti di un mero errore amministrativo o di un problema più esteso nella gestione delle posizioni tributarie relative agli immobili del Parco Verde, evitando che vengano richiesti tributi a soggetti che non occupano più quegli alloggi da oltre un anno e mezzo.



