‘La Porta del Sud’ è una cattedrale nel deserto: lavori in corso per la Tav

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tav_cattedrale nel deserto

La stazione d’alta velocità “Porta del Sud” dal giorno d’inaugurazione, il 6 giugno, ad oggi resta una cattedrale nel deserto. Alla sua apertura, dettata più da ragioni di propaganda politica, che di reale efficienza, la struttura sta mostrando le sue criticità.

Si è trattato del solito teatro di scena, dove il premier Paolo Gentiloni e il presidente della Regione Vincenzo De Luca, non hanno fatto altro che richiamare l’attenzione mediatica sull’opulenza della stazione, piuttosto che sulla sua reale efficienza.

Non è stato un caso, infatti, che l’inaugurazione sia stata solo per pochi addetti ai lavori. Dalle dichiarazioni dei presenti è emerso che è stato vietato ai fotoreporter e ai teleoperatori di riprendere i lavori di manodopera in corso.

La situazione di Domenica 18 Giugno

La verità è che la stazione non è  completa per essere aperta al pubblico, urgono molti lavori di manodopera. La linea ferroviaria si estende accanto ad un cantiere aperto. Mancano dei punti di ristoro, dei negozi, un parcheggio adeguato, un adeguato sistema di collegamento tra la Tav e i paesi limitrofi. La struttura realizzata con enormi quantità di denaro, resta comunque isolata dal suo contesto.

Per ora sappiamo che un bar aperto è stato già sequestrato dai Nas, così come il parcheggio, realizzato in una zona che andrebbe bonificata dai rifiuti. Per non parlare delle indagini in corso per sospetto di infiltrazione camorristica. Insomma, noi che speravamo di poter avere finalmente una stazione a quattro passi da casa, dobbiamo attendere chissà quanto tempo ancora per poter usufruirne.

 

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