Tari 2017, a caccia dei responsabili dell’approvazione in ritardo

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La delibera adottata dall’amministrazione Falco nella seduta del 29 gennaio ultimo scorso è sicuramente destinata ad aprire un vespaio e alimentare nuovi dissidi fra le varie componenti della maggioranza che sostengono l’attuale sindaco Vincenzo Falco.

L’obiettivo che persegue l’amministrazione comunale con la delibera n.16 è quella di avviare una procedura stragiudiziale per individuare quanti abbiano concorso a deliberare in ritardo l’approvazione della Tari 2017.

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L’incarico è affidato all’avvocato Maria Antonella Rotondo sarà certamente impegnativo e gravoso e che si concluderà con una relazione all’amministrazione comunale che si riserva la possibilità di promuovere un’azione giudiziaria per perseguire quanti abbiano coscientemente concorso a ritardare le tariffe Tari del 2017 causando gravi squilibri nelle casse comunali.

Quella delle tariffe Tari 2017 è una vicenda troppo complessa per chi non l’ha seguita passo passo negli anni e difficile da sintetizzare in un breve articolo. Quello che va puntualizzato è che la giunta Monopoli approvò nel settembre 2017 le tariffe 2017 invariate rispetto al 2016.

La delibera fu approvata in consiglio comunale grazie ai 12 voti favorevoli di: Monopoli Simone, Fusco Teresa, Fusco Maria, Castelli Alfonso, Riccio Gennaro, Mariniello Antonio, Mariniello Fabio, Peluso Carmine, Marzano Angelo, Falco Domenico, Del Gaudio Raffaele e Alibrico Giovanbattista. (In grassetto quelli presenti o indirettamente presenti in questa nuova amministrazione Falco)

Gli astenuti invece furono 9: Gaetano Ponticelli, Giuseppe Mellone, Vincenza Buonfiglio, Carminia Perrotta, Luigi Padricelli, Luigi Sirico, Pierina Ariemma, Antonio De Lucia e Antonio Angelino.

La 5a rata illegittima 

Successivamente la commissione straordinaria che si insediò dopo la sfiducia all’ex sindaco Monopoli nel dicembre 2017 rideterminò le tariffe con l’emissione di una 5a rata di conguaglio .

Nel 2018 i commissari straordinari lasciarono invariate le tariffe del 2017 senza l’approvazione del relativo PEF (Piano economico finanziario). La PPG azienda presente a Pascarola prima, l’intero consorzio poi, impugnò dinanzi al TAR le delibere adottate dalla commissione straordinaria per le tariffe TARI del 2017 e 2018.

Il TAR annullò le delibere della commissione, stessa sorte per il ricorso presentato dal Comune di Caivano dinanzi al Consiglio di Stato.

Oggi l’amministrazione Falco si trova nella necessità di dover rispettare le decisioni della magistratura amministrativa, restituendo le somme ai contribuenti  (cittadini e aziende che hanno pagato e vogliono riavere i propri soldi) e nel contempo salvaguardare gli equilibri di bilancio.

Sono questi i motivi alla base che hanno spinto l’amministrazione Falco ad adottare una delibera che ha il dichiarato obiettivo di voler individuare e perseguire quanti hanno ritardato l’approvazione delle tariffe Tari 2017. Problema non di poco conto perchè tra i possibili inadempienti rientrano anche diversi consiglieri che nel settembre 2017 votarono la delibera Monopoli in Consiglio Comunale e che oggi siedono tra i banchi della maggioranza.

 

 

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