Ex Villa Moccia. Centro del riuso e recupero dei materiali e degli oggetti

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La recente riunione del comitato provinciale per l’Ordine e la sicurezza pubblica promosso dal prefetto Marco Valentini sembra aver scosso dal torpore il sindaco Enzo Falco e dall’immobilismo dell’ amministrazione.

Infatti a distanza di sei mesi dall’ adozione dell’ atto di indirizzo la giunta municipale ha approvato il quadro economico per la riqualificazione dell’ex Villa Moccia, bene confiscato alla camorra. Un manufatto i cui ruderi venivano definitivamente abbattuti dal prefetto nel lontano settembre 2020.
Su quelle rovine dovrebbe nascere un centro per il riuso dei rifiuti non pericolosi, da riutilizzare. L’obiettivo è quello di ridurre la produzione di rifiuti, favorire il riuso dei materiali allungando il ciclo di vita e creare opportunità di lavoro per persone disoccupate, disabili e svantaggiate.

Per l’attuazione del progetto è previsto il coinvolgimento della comunità rom presente del campo attiguo all’ex Villa Moccia.
Il preliminare di progetto approvato dall’ ufficio tecnico del comune prevede la realizzazione di un capannone di circa 1000 mq all’interno di un’ area avente una estensione di circa 7300 mq per una spesa di circa 2 milioni e 700 mila.
Un costo sicuramente non sostenibile dal comune che a malapena riesce ad assicurare la manutenzione ordinaria della rete stradale, idrica, fognaria e della pubblica illuminazione.

Si pone quindi il quesito di chi finanzierà l’opera in attesa di acquisire i finanziamenti, l’ex Villa Moccia resta un totem buono per passerelle istituzionali e nulla più

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