“Specchi Emotivi”, la mostra di Aurelio Talpa in occasione della Festa di Campiglione

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Ritorna, dopo tanti anni di assenza, l’esposizione artistica durante i giorni della Festa di Campiglione. Una tradizione che fino agli anni Novanta, vedeva le opere di artisti locali in mostra nel salone del Santuario. Quest’anno, ritorna lo scultore Aurelio Talpa con la mostra “Specchi emotivi”, che sarà inaugurata il 12 maggio alle ore 20.00, e sarà presente fino al 16. 

Sin da giovane, Aurelio Talpa, originario di Casolla, la piccola frazione di Caivano, ha vissuto la città con impegno attivo, in ambito politico (come consigliere ad assessore con la giunta D’Ambrosio) ed artistico. A lui, infatti, dobbiamo il dipinto restaurato del “Miracolo di Campiglione” raffigurato sull’obelisco presente in piazza I Maggio. In passato, lo scultore ha esposto durante le varie edizioni della festa patronale, l’ultima a Palazzo Capece e quest’anno ritorna con opere contemporanee.

Nel corso degli anni, l’artista ha partecipato a rassegne, mostre ed eventi nel panorama nazionale, ed oggi è riconosciuto come il pionere che coniuga tradizione ed innovazione, unendo l’antica tecnica ceramica giapponese raku-yaki, o semplicemente Raku nata dalla fusione tra filosofia Zen, buddhismo e creatività con lo sguardo disincantato eppure non rassegnato di chi vive le contraddizioni dei nostri giorni.

 

 

La poetica artistica di Aurelio Talpa si concretizza nell’elaborazione di oggetti unici e irripetibili. Volti lucenti, dai colori metallici, solidificati in espressioni che risultano fatue di primo impatto, ma che in realtà introducono lo spettatore a un’emozionalità vera, umana e profonda. La ceramica diventa pelle viva, si increspa fino a che non si formano solchi e crepe. Sono proprio queste crepe che Aurelio ricerca e a cui punta. L’umana imperfezione, il risultato del vissuto: rughe, graffi, buchi dell’anima che vengono messi in risalto e in continuazione ai fili di ferro che completano in modo del tutto parziale il volto rappresentato.

 

Tutte le opere sono frutto di una lettura critica ma, amorevole del mondo contemporaneo in cui i pensieri, le idee, le ossessioni sembrano materializzarsi sotto forma di fili di ferro che completano, arricchiscono o, a volte, stravolgono sia l’aspetto che il senso delle interessanti ceramiche Raku che costituiscono il fulcro di ciascuna opera. Dopo Caivano, le opere saranno esposte presso il Museo Campano di Capua, dal 20 maggio fino al 9 giugno. 

 

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