Giù le mani dal Faraone! La petizione della USB Caivanese

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Lo storico sodalizio della USB Caivanese tenta l’ultima mossa per bloccare l’abbattimento dello storico campo Faraone e ridare uno spazio per lo sport alla città di Caivano.

L’amministrazione Enzo Falco, neo sciolta per infiltrazioni camorristiche dopo gli arresti di tre componenti politici, un funzionario comunale e un tecnico che era presente in diversi progetti dell’amministrazione aveva deciso per l’abbattimento e la costruzione di un’area a verde.

Operai a lavoro nel 2020

Gli inquirenti dopo aver accertato i tanti affidamenti illegali con oltre 5 ditte indagate potrebbero mettere mano anche ad altro.

Non si comprende come sia stato possibile, con soldi già stanziati nel 2020, il blocco dei lavori al campo di calciotto all’interno dell’area ‘Faraone’. Lavori già appaltati che dovevano terminare nel dicembre del 2020 ridando alla città un campo con spogliatoi annessi, spazio che avrebbero usufruito gli studenti del liceo Braucci per le ore del mattino. La suddetta amministrazione con a capo l’ex sindaco Falco con l’assessore Carmine Peluso bloccarono tutto dopo aver deciso di fare una variante migliorativa ai lavori.

Come mai dopo tre anni nulla è stato fatto? I soldi stanziati in che capitolo sono?

Domande che potrebbero trovare risposta nelle prossime settimane con la nuova triade commissariale con il prefetto dott. Filippo Dispenza.

Nel frattempo il presidente della USB Caivanese Giacinto Russo ha avviato una raccolta firme per salvare il campo sportivo, inoltre ha inviato una pec all’onorevole Giorgia Meloni, al ministro per lo sport Abodi, al commissario per la ricostruzione a Caivano Ciciliano, al presidente della FIGC Gravina e alla commissione straordinaria di Caivano per sensibilizzarli a ritrovare uno spazio per lo sport.

Nella missiva è spiegata la storia della gloriosa Boys Caivanese, nata nel 1908, e delle esigenze della squadra cittadina, delle giovanili e delle tante società che praticano sport sul territorio.

Viene evidenziato la scelleratezza della politica locale con il risultato della distruzione del Faraone e della Delphinia, un danno sociale ed erariale di dimensioni incalcolabili per la comunità, in special modo quella giovanile.

 

 

 

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