L’origine delle indagini sui fatti di Caivano: l’aggressione al Consigliere Della Rocca!

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In queste settimane i cittadini di Caivano, e non solo, si sono ritrovati davanti ad innumerevoli articoli di giornale che hanno racontato degli arresti (fermi) avvenuti all’alba del 10 ottobre 2023.

Ogni collega ne ha raccontato un pezzo: c’è chi ha preferito raccontare dei fermi e delle convalide, chi dedicare dei focus tematici ad alcuni dei soggetti coinvolti, piuttosto che altri. 

Noi del Giornale di Caivano vi abbiamo fornito le notizie fondamentali, ossia quella degli arresti avvenuti nella mattinata del 10 ottobre, vi abbiamo tenuti aggiornati sulla convalida degli stessi, il trasferimento del fascicolo tra le Procure di Napoli Nord e quella di Napoli e, infine sugli accertamenti unici non ripetibili sul materiale informatico e sui dispositivi sequestrati agli indagati.

La nostra linea è quella di raccontarvi da un lato l’evolversi giudiziario della vicenda (che si prospetta molto lungo), dall’altro raccontarvi le motivazioni che hanno spinto gli inquirenti a tradurre in carcere gli indagati, le origini della vicenda e il ruolo che ognuno di essi ha avuto all’interno di quella che gli inquirenti definisco associazione a delinquere di stampo mafioso.

Per grandi linee abbiamo voluto affrontare uno dei primi argomenti che ci premeva raccontarvi, ossia che il Sindaco Enzo Falco (nostro affezionato lettore che ci ha dedicato esposti e denunce quando ponevamo in evidenza il marcio che c’era nella sua amministrazione) e la Vice Sindaco Tonia Antonelli, che non potevano non sapere nulla.

Per chi volesse approfondire può leggere il precedente articolo qui di seguito:

https://www.ilgiornaledicaivano.it/2023/10/18/malaffare-in-comune-lex-sindaco-falco-non-poteva-non-sapere-nulla/

Peccato che il primo cittadino, piuttosto che denunciare le ingerenze, ha preferito esclusivamente attaccare, ogni giorno, la stampa locale (non solo noi).

In questo articolo vogliamo raccontarvi come ha avuto origine la vasta indagine portata avanti dai Carabinieri e dalle Procure.

L’ORIGINE DELL’INDAGINE

Il Consigliere Arcangelo Della Rocca

Arcangelo Della Rocca è stato eletto Consigliere Comunale per il Partito Democratico alle consultazioni elettorali del 20 settembre 2020.

Ha ricoperto il ruolo di membro di due Commissioni Consiliari:

  • Commissione Bilancio;
  • Commissione Attività Produttive e Commercio.

Lo stesso si dimetteva dalla carica di Consigliere Comunale per essere poi nominato dal Sindaco quale Assessore all’Urbanistica, Grandi Opere, PNRR, Commercio, Artigianato, Agricoltura, Industria e SUAP.

La tentata estorsione

I Carabinieri di Caivano in data 31 agosto 2021 notavano presso l’abitazione del consigliere Della Rocca, il pregiudicato Leodato Michele.

Gli inquirenti si insospettivano poiché i due dialogavano “in maniera concitata”.

Questo episodio non fu denunciato dal Della Rocca. L’uomo avrebbe detto al Consigliere Della Rocca “QUI CI SIAMO ANCHE NOI”.

Probabilmente la frase pronunciata celava una richiesta estorsiva legata ai lavori di ristrutturazione edilizia (superbonus 110%) che stavano interessando l’abitazione del consigliere.

L’aggressione

Il 20 settembre 2021 il Consigliere Arcangelo Della Rocca, presso la sua abitazione, veniva minacciato e colpito al volto da due soggetti che lo avvicinavano con i propri scooter.

Nessuna denuncia da parte dello stesso fu sporta alle forze dell’ordine che tuttavia, furono informate da alcune fonti confidenziali. 

Nonostante il consigliere non denunciò l’accaduto, ci furono due circostanze che confermavano ai carabinieri quanto riferito loro:

  1. Il 20 settembre 2021 si tenne una seduta del Consiglio Comunale di Caivano dove il Della Rocca si presentava con visibili lesioni e tumefazioni al volto;
  2. Un post della moglie pubblicato su Facebook recitava:

“accetto quasi tutto, ma non toccate neanche col pensiero i miei figli, non ci sono parole per descrivere ciò che potrei fare o dire. Un umile pensiero pomeridiano”.

Post che secondo la moglie di Della Rocca avrebbe avuto a che fare con questioni di carattere personale e familiare.

Tuttavia gli inquirenti dinanzi all’incontro con Leodato e alle minacce subite dal consigliere comunale si insospettivano e avviavano una serie di indagini.

Le indagini dei Carabinieri

Sulla scorta di queste informazioni le indagini portavano i Carabinieri ad identificare gli aggressori in Volpicelli Massimiliano e Cipolletti Giovanni.

L’identificazione fu resa possibile grazie all’acquisizione di alcune immagini di videosorveglianza private poste nella strada dove abitava il Consigliere Della Rocca.

La denuncia ufficiale

Solo in data 24 settembre 2021 (4 giorni dopo l’aggressione e la convocazione da parte dei Carabinieri) il consigliere si recò in caserma per formalizzare la denuncia.

Convocato nuovamente in caserma il Della Rocca (ritenuto reticente dagli inquirenti) ribadiva di non essere in grado di riconoscere i suoi aggressori.

Il soggetto noto alle forze dell’ordine e l’affermazione al vaglio degli inquirenti

Il giorno dell’aggressione a danno del Consigliere Della Rocca, lo stesso, poco prima che avvenisse l’aggressione, era in compagnia di un soggetto noto alle forze dell’ordine. 

E’ importante citare questa terza figura perché alcune sue affermazioni lasciavano intendere che l’aggressione subita dal Consigliere Della Rocca era scaturita dalla sottrazione delle stesso ad una richiesta non meglio identificata, ma riconducibile all’attività politica esercitata dallo stesso.

Il soggetto affermava infatti che Della Rocca era stato picchiato:

“perché doveva passare una cosa, perché non vollero farla passare”.

La conferma dell’aggressione

Il 14 settembre 2022 Volpicelli Massimiliano, sottoposto a regolari intercettazioni in seguito a quanto accaduto, nel parlare con Carmine Peluso e Martino Pezzella affermava ad un certo punto:

“perché sennò, io facevo, come feci a Della Rocca” … “andai fino a sotto casa sua e lo picchiai”.

Dall’aggressione alle indagini

Tutti questi eventi hanno portato gli inquirenti a voler approfondire le vicende. Nessuno si sarebbe aspettato che da un’aggressione a danno di un consigliere comunale sarebbe potuto nascere un quadro così desolante.

Gli inquirenti in merito alla vicenda in discorso affermano che:

Le minacce al consigliere comunale Della Rocca Arcangelo (data anche l’omertà palesata nella persona offesa in merito agli episodi descritti), rappresentano una “spia” relativa a verosimili condizionamenti di esponenti della criminalità organizzata locale nei riguardi di amministratori del Comune di Caivano.

Proprio per questi motivi gli inquirenti si sono insospettivi circa una fitta rete di rapporti tra amministratori pubblici e esponenti della criminalità organizzata.

La preoccupazione, rivelatasi valida, riguardo all’interessamento di esponenti politici che agivano in nome e per conto del sodalizio camorristico capeggiato da Antonio Angelino per trarre vantaggio dal condizionamento degli appalti pubblici, spingeva gli inquirenti ad indagare e approfondire un quadro tetro che vi racconteremo nelle prossime uscite.

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